
“I taccuini del coccodrillo” di Qiu Miaojin – Traduzione di Silvia Pozzi (Add)
In questo romanzo si descrive un cuore messo a nudo, uno spirito inquieto, non attrezzato per accettare la sua normalità in un mondo ancora giudicante e retrogrado.
Marilena Votta nasce a Napoli e trascorre la sua infanzia e adolescenza in un luogo fatto di sole accecante e ombre altrettanto tenaci. Ha pubblicato le raccolte di racconti “Equilibri sospesi”, “La ragazza di miele e altre storie” (Progetto Cultura, 2016) e “Diastema” (Ensemble, 2020), e le raccolte di poesie “Estate” (Progetto Cultura, 2019) e “Quando sono nata ho smesso di essere aria” (Edizioni Progetto Cultura, 2025). Il suo racconto “Fratello maggiore fratello minore” è stato pubblicato nell’antologia “Roma-Tuscolana”. Alcuni suoi racconti sono disponibili su varie riviste on line e cartacee. Nell’ottobre 2021 pubblica il suo primo romanzo, “Stati di desiderio”, con D editore. Del suo rapporto con la scrittura asserisce, convinta, che è il suo posto nel mondo. Scrive recensioni di libri che ama per "Dentro la lampada", la rivista della scuola Genius.

In questo romanzo si descrive un cuore messo a nudo, uno spirito inquieto, non attrezzato per accettare la sua normalità in un mondo ancora giudicante e retrogrado.

Teresa e una presenza che dice di essere Fred Buscaglione intraprendono un viaggio psichedelico, surreale, eppure terreno, il vento nei capelli, la musica sulle labbra e l’anima che piano piano deposita i suoi faticosi fardelli.

La messa in scena dell’Amleto ad Haifa diventa un modo per parlare di una terra martoriata e chiedersi se l’arte può rendere ancora vivi e vitali pure nelle situazioni estreme.

Una satira sociale del mondo dei media inglesi ci fa riflettere su quanto sia facile costruire e smontare verità comodo o scomode, dimostrare empatia e poi cambiare e far cambiare idea sulla stessa vicenda umana.

Un memoir che inaugura per l’editore Neo la collana Diversioni e narra un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da fasi alternate di anoressia e bulimia, insieme a un bisogno ossessivo di controllo e desiderio di perfezione del corpo.

Andrev, il piccolo protagonista di questo romanzo, impara ad amare le parole e a farle diventare la sua salvezza, il modo di tradurre in linguaggio la sua vergogna di essere povero, sempre alla ricerca di approvazione.

I protagonisti di questi racconti sono tutti affannati e teneri alle prese con i loro incubi, rinchiusi nelle loro prigioni emotive, in fase di stand by rispetto agli standard performanti che una certa società richiede alle persone di genere maschile.

Il romanzo racconta le storie di una famiglia allargata. Il giornalista di guerra Claudio, i suoi due figli adulti, Stefano e Sandro, la seconda moglie di lui, Sonia, professoressa universitaria in cerca di ispirazione per scrivere un saggio narrativo storico, il fratello Lorenzo, regista, la compagna del regista, giovane e promettente attrice.

L’abile nuotatrice Ren sviluppa l’idea di essere una sirena e si convince che per essere davvero libera deve rinunciare all’innaturale scintillio azzurro della piscina e alle gambe umane.

Storia di Blues, che non è solo una balena, ma diventa l’emblema di come ci si senta estranei nella pelle che ci è toccata in sorte.

Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

La storia di uno scrittore che è stato un marito e padre assente, preso dalle storie che gli hanno rubato il sonno, per il bisogno di tradurle in parole e frasi visibili agli occhi del mondo.