“Segreti tra amici” di Hal Ebbot – traduzione di Carlo Prosperi (Guanda)

In questo romanzo una ragazzina si trova a raccontare al padre una verità così incredibile da sembrare frutto di una sua fantasia infantile. Ma se invece fosse reale?

Le famiglie sono sistemi chiusi, gli equilibri fragili possono diventare scivolosi e poi crollare, e quando succede, quando franano, distruggono ogni cosa che esiste, con la furia di uno tsunami. Eppure, perché qualcuno dovrebbe rinunciare alla sicurezza, al tranquillo dipanarsi dell’esistenza, persino alla famiglia? Perché, se può essere evitato?

Due coppie di amici, entrambi con una figlia adolescente ciascuno, si incontrano per il compleanno di uno di loro, Emerson Ford, appartenente alla solida borghesia newyorkese. Scuole migliori, un lavoro nella finanza, bello, intelligente. Emerson e Amos sono amici dai tempi dell’Università, si sono scelti pur provenendo da ambienti diversi, tanto quanto Emerson è nato ricco e fortunato, quanto, invece, Amos proviene da una realtà complessa, di povertà fisica ed emotiva, desideroso di lasciarsi alle spalle le malattie mentali dei genitori, la loro inconsistenza, e di sfruttare l’occasione della borsa di studio nella prestigiosa Università, che sembra un dono per i non privilegiati, qualcosa per cui rendere grazie. Emerson gli presenta la figlia di amici di famiglia, Claire, che secondo lui sembra fatta apposta per Amos. E infatti è così. Claire e Amos si innamorano e si sposano, e al momento giusto, quando la carriera di Claire come medico è avviata, hanno anche una figlia, Anna. Amos è uno psicologo, cosa che rassicura e diverte Claire, una punta di supponenza che emerge di tanto in tanto.

Nel corso degli anni anche Emerson si sposa, con Retsy, e ha una figlia, Sophie, più o meno coetanea di Anna. Le due ragazzine condividono il tempo sicuro e un po’ impacciato delle bambine, i cui genitori si conoscono da sempre, senza essere davvero vicine, ma neanche troppo distanti. Ogni Natale e compleanno, le due famiglie lo trascorrono insieme, in quell’intimità affettuosa e rilassata che c’è tra parenti, e così, continuando la tradizione, si ritrovano tutti a festeggiare i 52 anni di Emerson. Un tranquillo fine settimana ottobrino, con la luce ancora vivida ma non più accecante, i bagel a colazione, le partite a tennis.

E qui, in questa cornice idilliaca, si apre una crepa, che diventa una voragine. Come una crema catalana in cui affondi il cucchiaio, il capolavoro di serenità tremola, vacilla ed è sul punto di disgregarsi.  Mesi dopo rispetto ad ottobre, già a primavera inoltrata, Anna confesserà al padre di essere stata molestata da Emerson, nella lavanderia, mentre faceva la lavatrice. Il bolo di parole che la stava strozzando viene fuori a fiotti, rabbioso, impaurito.

Amos è comprensibilmente sconvolto, il suo migliore amico, un fratello, e sua figlia. Perché l’ha fatto? E forse la domanda giusta è perché Emerson non avrebbe dovuto farlo, arrivato a un punto di noia mortale della sua vita, infastidito dal suo stesso successo.

Emerson non vuole perdere Amos, l’unico essere umano che lo veda veramente, e in realtà nessuno vuole davvero credere alle parole di Anna, né Claire, che intuisce che il suo matrimonio ne sarebbe devastato, né la moglie di Amos, che non vuole che sua figlia abbia come padre un molestatore.

Decidono tutti, cercando la loro personale sfumatura di verità, che Anna deve aver frainteso qualcosa, o forse tutto. Forse vuole attirare l’attenzione, forse desidera mettere alla prova il potere che le dà essere una giovane donna bella, forse vuole vendicarsi di qualcosa, o forse ha grave disagio di cui dovrebbe parlare con suo padre. Ogni spigolo diventa un corpo contundente, qualcosa da scagliare addosso per ferire, colpire, ogni ferita giustificata dal desiderio di proteggere il loro equilibrio, così faticosamente conquistato, tra asprezze e verità del passato taciute. Amos sa che non avrebbe potuto avere la vita agiata che ha, se non avesse sposato Claire, la sua solidità economica, la sua sicurezza di meritarsi il meglio. Se non l’avesse sposata non avrebbe potuto permettersi di fare il lavoro che voleva, una sorta di part time senza ansie (in pratica decide quanti pazienti prendere in carico, curandosi di non lavorare mai più di 4 giorni a settimana). Amos sa che Claire ed Emerson sono alleati, più di quanto lo siano lui e Anna, nella ricerca di un gesto che ridistribuisca il potere, che ridia ad Anna la sensazione di non essere un oggetto abusato. Sentire che la sua offesa può essere riparata. Questo vuole Anna. E questo dice di volere anche Amos.

La rabbia che ho provato non riesco a tradurla in parole. L’unica cosa che desidera una persona molestata è sentirsi non più vittima ma capita, creduta. E finché non succede è possibile che la vita resti bloccata lì, nel loop infinito di sensazioni, odori, senso di perdita.

Cosa conta di più: fare finta di nulla, e con cautela, un passo alla volta, tornare alla vita di sempre, oppure urlare, accusare, senza ragionare, proteggere chi è stato ferito, anche a costo di distruggere famiglia e matrimonio? Questo è il punto, sempre. Cosa conta di più, chi o cosa amiamo di più.

 

“Il corpo, intendeva. Il proprio corpo. Una volta apparteneva solo a lei, da usare a suo piacimento.

Adesso viveva dentro una cosa aliena. Uno strano guscio, una scatola raffazzonata tutta ruggine e schegge? Quand’era l’ultima volta che aveva ballato? O alzato le braccia sopra la testa, facendole ricadere per godere del semplice piacere del loro peso? Non ne aveva idea. Poteva correre, sì, ma non era lo stesso. Non il tipo di esercizio fisico che faceva chi era libero.”

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Marilena Votta

Marilena Votta nasce a Napoli e trascorre la sua infanzia e adolescenza in un luogo fatto di sole accecante e ombre altrettanto tenaci. Ha pubblicato le raccolte di racconti “Equilibri sospesi”, “La ragazza di miele e altre storie” (Progetto Cultura, 2016) e “Diastema” (Ensemble, 2020), e le raccolte di poesie “Estate” (Progetto Cultura, 2019) e “Quando sono nata ho smesso di essere aria” (Edizioni Progetto Cultura, 2025). Il suo racconto “Fratello maggiore fratello minore” è stato pubblicato nell’antologia “Roma-Tuscolana”. Alcuni suoi racconti sono disponibili su varie riviste on line e cartacee. Nell’ottobre 2021 pubblica il suo primo romanzo, “Stati di desiderio”, con D editore. Del suo rapporto con la scrittura asserisce, convinta, che è il suo posto nel mondo. Scrive recensioni di libri che ama per "Dentro la lampada", la rivista della scuola Genius.

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