Questo è un libro che racconta di un lato oscuro degli USA ma probabilmente di tutta l’umanità. In ogni comunità religiosa, e l’ambientazione del libro racconta di un piccolo borgo situato sul fiume Cumberland, al confine tra il Kentucky e il Tennessee, guidato dal pastore Asher, viene predicata con forza la gentilezza verso i nostri simili e la condanna e l’ostracismo feroce verso chi non si identifica con il gruppo di controllo, quello che da sempre si chiama maggioranza. La lezione di amore universale del Vangelo è praticata a patto che il nostro prossimo ci somigli, sia preferibilmente bianco, eterosessuale, e condanni ferocemente, o al massimo si disinteressi, di chi non appartenga alle categorie razziali e all’orientamento sessuale considerato approvato. Il pastore Asher è considerato un pilastro di questa piccola e operosa comunità del Sud, un uomo stimato. La sua perfetta famiglia americana con moglie un pochino fanatica religiosa e ragazzino sensibile (bullizzato per la sua sensibilità all’insaputa dei genitori) completano il quadro di solidità e di affidabilità per i suoi parrocchiani.
Quando la piena del fiume Cumberland produce morti e danni, Asher è in prima fila per aiutare, soccorrere e ospitare gli sfollati, coadiuvato dalla moglie. Nel disastro naturale, che a un certo punto la ristretta comunità identifica come un castigo di Dio per l’approvazione da parte dello Stato dei matrimoni tra persone dello stesso genere, Asher si trova a ospitare una coppia di uomini. La condanna della moglie alla loro condotta di vita è decisa come un taglio. Costretto a prendere le distanze dall’ospitalità prima offerta e poi ritirata, Asher intraprende, nel giro di pochi giorni, una forma di de-conversione, interrogandosi su cosa sia la spietatezza di un giudizio di condanna verso due persone che non fanno altro che amarsi e volere essere viste all’interno di una comunità che vuole renderli invisibile. Il ripensamento di Asher sull’amore tra persone non etero è anche la rimeditazione della sua dolorosa vicenda familiare: il fratello maggiore Luke, dopo il suo coming out, era stato bollato come abominio e allontanato dalla famiglia. Asher, all’epoca appena adolescente, aveva seguito la madre nel rifiuto verso il fratello e aveva interrotto ogni comunicazione con lui.
La sua comunità chiaramente rifiuta il suo appello a una forma di carità cristiana più in sintonia con il vero messaggio evangelico, la moglie lo abbandona, e Asher deve fare i conti con una crisi di identità. Per tutta la vita ha seguito un percorso che ha considerato giusto, ha sposato la donna che meglio condivideva la visione ossessiva della madre sulla religione, e adesso non vuole che questa visione venga imposta al figlio Justin. La moglie, ferita dal comportamento del marito, manipola i fatti e fa sembrare Justin un padre inadatto, in uno Stato in cui molte famiglie decidono di rinunciare all’insegnamento scolastico e educare i figli a casa. Stressato dalla possibilità di perdere il figlio, Asher fa un gesto disperato e lo rapisce, decidendo di intraprendere il viaggio verso la California, possibile dimora attuale di Luke, il fratello tradito e mai dimenticato.
Nel suo viaggio incontrerà altre persone queer e non appartenenti al suo gruppo di controllo, dovrà fare i conti con la responsabilità, imperdonabile, del rifiuto verso il fratello, e decidere cosa è bene per il futuro del figlio. Ma soprattutto dovrà fare i conti con la sua nuova idea di Dio. Era stato abituato a vedere Dio come figura maschile che impartisce castighi a pioggia, se trasgredisci ai comandamenti (ammesso che sia possibile stabilire quale sia la reale portata di questi comandamenti), incarnazione dell’uomo suburbano, rassicurante nel binarismo privo di ambiguità tra bene e male. Il Dio che tenta di scoprire e capire è più complesso e meno compiacente, più simile alla natura rigogliosa che lo circonda. E poi come si può definire abominio una persona bella, accogliente, gentile, come la signora che lo accoglie nel suo resort e offre a lui e Justin una forma alternativa di legame familiare, oltre quello scontato del sangue?
Ci sono molti interrogativi e alcune possibili risposte in questo romanzo. Quello che ho sentito leggendolo, a parte una certa dose di rabbia per la società americana dei Tea Party, è una sorta di sensazione di frattura che si ricompone, come nel kintsugi, la tecnica giapponese di riparare le crepe con l’oro. Le ferite non diventano meno visibili, semplicemente brillano, orgogliose di esistere.
“Certe sere Evona non esce dalla sua stanza per la cena e poi lui la sente piangere sommessamente.
Certe sere lui si sente paralizzato dalla paura; paura di essere rintracciato; paura di non trovare Luke, paura di trovarlo.
Certe sere è facile dimenticarsi persino dell’esistenza del Tennessee.
Certe sere Asher pensa che Key West sia il mondo intero e che le persone sedute lì con lui a mangiare torte o a guardare le stelle siano le ultime rimaste.
Certe sere pensa che tutti loro siano soltanto un sogno di Dio.
Certe sere pensa che un Dio potrebbe proprio non esserci.
Questa forse per lui è la cosa più spaventosa di tutte”.



