
Laboratorio di scrittura creativa per morti viventi: Lezione 10
Un finale, un finalino o la fine?
La nostra rivista è un giornale digitale di scrittura creativa. Porta alla luce la produzione migliore dei laboratori della Scuola Genius e il racconto della realtà realizzato dai più bravi scrittori, giornalisti, fotografi e filmaker.

Un finale, un finalino o la fine?

Tutto finisce, anche i romanzi, anche la vita. Se quando si chiude un romanzo resta il tempo di riflettere, quando termina una vita cosa rimane?

Ognuno ha il proprio stile. È qualcosa di simile al DNA. Si può migliorarne l’uso, si può imparare a gestirlo, ma non si può sfuggire al proprio stile.

Quando si scrive una storia bisogna evitare un grande nemico: il doppio.

Quella degli zombie è una rivoluzione. E le rivoluzioni fanno sempre delle vittime.

Nel dialogo, i personaggi combattono a un livello più alto rispetto alle azioni vere e proprie che portano avanti: lo fanno per conquistare il loro oggetto del desiderio.

È una ferita che ha bisogno di essere curata, perché se si infetta può uccidere e se sanguina troppo anche

Se un personaggio non ha desideri è perché l’autore non ha un’idea chiara di quello che vuole dire

Non è che proprio dovete ammazzare qualcuno nella realtà per fare un esercizio di scrittura creativa

Uno scrittore è un morto che cammina

Sento il sussulto del mondo, il respiro del pianeta bloccarsi e gridare, vomitare, spaventarsi, godere, piangere e ridere, capire, non capire. Ma tutti, occhi e anime sono sazi, pieni.

Il freddo ha il colore del bianco, è tutto chiaro intorno, la luce a neon rimbalza su rosse carcasse appese.