“I taccuini del coccodrillo” di Qiu Miaojin – Traduzione di Silvia Pozzi (Add)

In questo romanzo si descrive un cuore messo a nudo, uno spirito inquieto, non attrezzato per accettare la sua normalità in un mondo ancora giudicante e retrogrado.

Taipei fine anni 80, un territorio che emerge dalla legge marziale, e sta iniziando la sua scalata verso i modelli occidentali. Ma per le persone queer, lesbiche, bisessuali, gay o non binarie, la vita è molto difficile. Tutto il mondo conosciuto spinge perché si conformino a un ideale eternormativo, sposandosi e costruendosi una carriera, avendo dei figli e riproducendo le frustrazioni e le infelicità. Lazi, alla fine del liceo e all’inizio dell’Università, in piena esplosione sulla consapevolezza del suo orientamento sessuale, profondamente innamorata della sua ragazza Shui Ling, non riesce ad accettare né la sua natura, né il suo amore. La relazione tra le due diventa una prigione, un effetto yo yo fatto di rifiuti e dichiarazioni appassionate. Il loro prendersi e lasciarsi diventa frustrante e rabbioso, un modo per mortificare le aspettative sociali alle quali Lazi non riesce più a dare credito. Per sfuggire alla follia inizia a tenere un diario e si inventa una figura di riscossa, i coccodrilli antropomorfi, travestiti da umani, metafora per nascondere l’omosessualità.

Distrutta dalla paura di mostrarsi per come è, una donna che ama altre donne, Lazi finisce comunque con l’incontrare persone che vivono la sua stessa angoscia, una coppia di ragazze che si stanno lasciando, un ragazzo che vive una tormentata relazione con un uomo più grande di lui. Molti ricorrono a ferite autoinflitte per placare l’ansia, la paura di essere scoperti e l’ostracismo, quando non la aperta condanna del mondo che non li comprende. Lazi sente di non avere la pelle giusta per vivere ma non può essere altro che sé stessa. Non riuscendo mai ad accettarsi o ad aprirsi con le persone, Lazi piano piano scivola in una forma di alienazione sempre più pericolosa, il suo corpo fragile, esposto alle inclemenze del tempo atmosferico e agli sguardi distratti delle persone che non riesce a toccare. Vive dietro un vetro, immersa fino alle ginocchia nel fango, scorticata, la gola arsa, che pulsa dolorosamente per le parole bloccate tra la gola e il plesso solare, le braccia molli, abbandonate lungo i fianchi, alla deriva.

Non ci sono parole per descrivere questo cuore messo a nudo, questo spirito inquieto, non attrezzato per accettare la sua propria normalità in un mondo ancora giudicante e retrogrado. Figlia del suo tempo, oggi Qiu Miaojin è considerata una delle prime autrici queer di lingua cinese, e riscuote grandi consensi nel mondo accademico e culturale. Purtroppo, non è vissuta abbastanza da vedere questo successo.

Naufraga e sola, clandestina in un mondo di finti giusti. Spero che nessuno si senta più così. Ma so già che non è vero, nemmeno in questo Occidente, una volta un luogo sicuro, e che sta piano piano erodendo diritti e certezze.

 

“Devi spingerti ancora più a fondo, scavare nella spina dorsale della morte: lì nasce la verità. Come un albero che cambia corteccia, lascia cadere strato dopo strato quella carcassa putrefatta. Tutto: gli antenati, i genitori, i fratelli, la folla che ti schiaccia, la tua stessa pelle. E anche quel corpo, il tuo, che da sempre si ribella alla tua anima. Fucilali tutti. Resta soltanto tu, con la pancia scoperta, bianca. Nel profondo della morte, scoprirai che non sei niente. Sei solo questo: una pancia bianca.”

 

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Marilena Votta

Marilena Votta nasce a Napoli e trascorre la sua infanzia e adolescenza in un luogo fatto di sole accecante e ombre altrettanto tenaci. Ha pubblicato le raccolte di racconti “Equilibri sospesi”, “La ragazza di miele e altre storie” (Progetto Cultura, 2016) e “Diastema” (Ensemble, 2020), e le raccolte di poesie “Estate” (Progetto Cultura, 2019) e “Quando sono nata ho smesso di essere aria” (Edizioni Progetto Cultura, 2025). Il suo racconto “Fratello maggiore fratello minore” è stato pubblicato nell’antologia “Roma-Tuscolana”. Alcuni suoi racconti sono disponibili su varie riviste on line e cartacee. Nell’ottobre 2021 pubblica il suo primo romanzo, “Stati di desiderio”, con D editore. Del suo rapporto con la scrittura asserisce, convinta, che è il suo posto nel mondo. Scrive recensioni di libri che ama per "Dentro la lampada", la rivista della scuola Genius.

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