Cosa succede quando il buio ci ghermisce? A Zoo City, un sobborgo di Johannesburg povero e abitato da persone ai margini, succede che quando viene commesso un crimine grave, un tradimento che spezza una vita o un’anima, chi l’ha commesso viene marchiato a vita da questo evento tragico diventando un bestianimato. Succede questo a Zinzi December, quando il fratello viene ucciso per colpa sua, che si ritrova un bradipo attaccato alla spalla. L’animale, come un antico totem, vive e respira con il suo umano, sente il suo dolore e tutte le sue emozioni, e non consentirà più a nessuno di ignorare il crimine commesso.
Zinzi aveva una vita perfetta di ragazza ricca e annoiata quando ha scoperto le droghe ed è diventata una tossica. Riemersa dallo stato di narcosi in cui era piombata ha realizzato che non aveva più né famiglia né futuro, ma un grosso debito con i suoi ex fornitori di sostanze.
L’unico modo per sopravvivere è mandare mail truffaldine per rubare soldi a persone impietosite dai racconti strappalacrime e mettere a frutto il suo potere di entrare psichicamente in connessione con gli oggetti smarriti per restituirli ai proprietari. In questo mondo alternativo e frantumato Zinzi accetta di trovare una ragazza scomparsa, la metà di un duo musicale, per conto di due personaggi inquietanti che lei chiama con i nomi degli animali che li accompagnano: il Maltese e la Marabù.
Succede che poi, gli oggetti smarriti, logorati e semidistrutti, le comunichino notizie e sensazioni scomode sulle persone a cui appartenevano, rivelando l’oscurità senza scampo dei loro padroni.
Nella ricerca di Songweza, la ragazza scomparsa, Zinzi passa attraverso vari stadi di sofferenza, toccando la corruzione emotiva di esseri umani, la mancanza di empatia e l’avidità, oltre al delirio di chi è disposto a distruggere qualunque essere per ottenere il proprio scopo.
Zinzi è talmente connessa alla sua rabbia da non vedere altro che un piccolo pezzetto di futuro, chiusa nel suo bisogno umano di salvarsi, a dispetto dei sentimenti e della mancanza di speranza inflitta ai truffati, che hanno creduto alle sue bugie. La salvezza della giovane Song sarà il suo personale momento di riscatto, dentro vari stadi di oscurità abitate da umani e non umani, sotto lo scintillio sfavillante e ingannevole delle discoteche e dei locali notturni, sulla strada dove incontrerà ragazzini stravolti e privi di possibilità, destinati a scomparire senza che nessuno li ricordi o ne senta la mancanza.
Quando usciamo dalla confort zone scopriamo che il buio è parte di noi, che accanto a persone che svolgono diligentemente il proprio lavoro esiste una umanità diversa, con un’idea di giustizia e di famiglia diversa da quella che passa per normalità. Non resta altro da fare che accettare la nostra stessa oscurità, e da questo punto di partenza, capire che le scelte che ci rendono buoni sono limitate e non sempre ci permettono di restare vivi.
Acclamata come l’erede di William Gibson Lauren Beukes ha costruito un romanzo in cui si incontrano persone e personaggi che giocano con l’identità, praticano rituali di magia sudafricana, che curano le cicatrici dei loro corpi oltraggiati e mutilati e delle loro anime prigioniere.
Quello che possiamo sapere è che se il buio ci tocca non saremo mai più le persone che eravamo prima. Ma non possiamo fare altro che questo, brancolare in cerca di luce, toccare qualcuno senza ferirlo. La cosa che più si avvicina all’amore.
“A Zoo City non è educato fare domande.
La luce sulfurea del mattino, dello stesso colore delle miniere, si diffonde sullo skyline di Johannesburg e mi ustiona attraverso le finestre. Il mio personalissimo Bat-segnale. O un modo per ricordarmi che ho davvero bisogno di una tenda.
Vedendomi, la donna si chiude la giacca di jeans sul seno nudo, troppo in fretta perché io capisca se siano frutto degli ormoni o di una magia. Mentre camminiamo, sento l’abbraccio delicato di una dozzina di fili, oggetti smarriti del ragazzo-donna, come se stessi sfiorando i tentacoli di un anemone. Cerco di non guardare.
Eppure percepisco comunque delle sensazioni, simili a fotografie sfocate.”



