“Send nudes. Manda foto nuda” di Saba Sams (traduzione di Aurelia Di Meo) Mondadori

Una raccolta di racconti composta da storie di ragazze e donne e bambine sopravvissute a traumi, abbandoni e tradimenti, che ricreano la realtà in un modo che riescono ad accettare, difendendosi dagli attacchi del mondo esterno.

Storie frammentate di ragazze e donne che cercano antidoti alla solitudine, allo svantaggio sociale, al rifiuto, all’essere outsider. Usano i loro corpi come schermi di protezione, li proteggono dalla violenza inflitta, li mostrano con una sorta di spudorata tenerezza, in attesa che qualcuno, o magari loro stesse, imparino ad amarsi.

Una ragazza di 16 anni, che lavora in macelleria, orfana di madre, conosce un ragazzo molto più grande di lei su Tinder, e dopo aver perso la verginità con lui, scopre che il legame forte, importante è con la cagnolina di lui, Petal. Un legame fatto del riconoscimento preciso di dolore e perdita, tra l’umana e la cagnolina. Petal cambia e, nel proteggere Grace, aggredisce il suo vecchio padrone, dimostrando in maniera inequivocabile che l’amore interspecie non ha bisogno di gesti gentili, ma di atti di forza.

Una ragazza che si mantiene agli studi lavorando in un pub, oltre al prestito studentesco, si innamora in modo assoluto di una sua compagna di corso, condividendo la sua vita fatta di noia, dissoluzione, alcool in eccesso e sesso occasionale. Quando la sua amica viene espulsa dal college e, senza il prestito studentesco, resta senza soldi, la ospita nella sua stanza, in una casa che divide con altre persone, e finisce con il privarsi di ogni difesa, di ogni schermo, e di ogni piccolo pezzo di privacy.  Logorata dall’amore bruciante per Lara, Meg accetta ogni forma lecita di sopraffazione, senza poter immaginare un mondo privo della caotica solitudine impressa dalla bellezza manipolativa di Lara, che approfitta di lei oltre ogni limite. Le ruba la carta di credito e in cambio, quasi come una forma di controprestazione fa sesso con lei, prima di sparire, consapevole forse che il suo tempo in quel luogo ha raggiunto la data di scadenza.

Una ragazza scopre di essere stata drogata e stuprata da un vecchio amico d’infanzia, il corpo aperto come una noce, la mancanza di scuse. Non riuscendo a dirlo, nemmeno a chiedere aiuto, perché non ricorda nulla, si chiude in un silenzio spesso come una coperta, decisa comunque a non lasciarsi andare al senso di tradimento e violazione. Ha bisogno di sentirlo scusarsi, ma poi, incontrandolo per caso, capisce che non serve, che non le basta. Quello che riesce a fare è recuperare i pezzi sparsi di quello che le resta e proseguire, ferita ma viva.

Una ragazza in forte sovrappeso ha paura di non riuscire ad avere una relazione normale e cerca di fare sexting con sconosciuti su app di dating. Quando lui le fa richieste esplicite, lei gli mostra le parti del suo corpo di cui non si vergogna.

Due ragazzini in affido familiare ricreano tra loro una specie di famiglia, un blocco unito contro le vecchie vite animate da maltrattamenti, e sperano di riuscire a restare sempre così. La gravidanza della mamma affidataria e il rientro in famiglia, annunciato per uno dei due, rompono il cerchio magico di protezione, rendendo evidente che le loro protezioni non sono abbastanza contro le decisioni degli adulti.

Due ragazzine, figlie di trapeziste di circo, abituate a trascorrere insieme le estati in giro per l’Inghilterra, diventano rivali gareggiando per l’attenzione dello stesso ragazzo, che però non ha alcuna intenzione di scegliere, creando tra loro una frattura. Con l’ingresso nell’età adulta le due sono costrette ad accettare di separarsi, di vedersi come entità non più in simbiosi, e decidono, in un modo teatrale, di non farlo.

Una ragazza, per superare il trauma dell’aborto, comincia a impastare il pane, quasi in un bisogno di far nascere qualcosa di creativo, qualcosa fatto con le mani.

Una ragazzina cerca di aiutare la madre a superare la depressione dovuta al lockdown, ricreando una specie di spiaggia con la sabbia avanzata da un cantiere, dopo essere stata costretta ad annullare una vacanza a lungo progettata.

Sono storie di ragazze e donne e bambine sopravvissute a traumi, abbandoni e tradimenti, che ricreano la realtà in modo accettabile, difendendosi dagli attacchi del mondo esterno, anche da chi avrebbe dovuto amarle e proteggerle, e non l’ha fatto. A un mondo imploso corrisponde un mondo ridotto di dimensione, meno minaccioso, più simile a quello che le ragazze avrebbero voluto. A un silenzio sordo corrisponde una serie di atti di ribellione, messi in scena per imparare a essere resistenti, ancora vive.

 

“Sarebbe facile scattarsi una foto nuda. Ci vorrebbe un attimo. E che male ci sarebbe?

Chiude gli occhi e nella mente le compiono tutti i messaggi con cui lo sconosciuto le risponderebbe.

“scusa ma non sono tipo da ragazze in carne”.

Il mattino dopo scopre che il mondo non è finito.

Oggi ha deciso di non mettere il body modellante. Inspira l’aria nuova, sente l’ossigeno pulsare nelle vene a un ritmo folle. Mangia una girella all’uvetta alla panetteria all’angolo e a ogni morso dei pezzetti di pasta frolla si raccolgono nella piega della scollatura. Quando arriva all’albero, si ferma a guardarlo. Quello le mostra le radici rovesciate, splendido e sfrontato nel sole nuovo.”

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Marilena Votta

Marilena Votta nasce a Napoli e trascorre la sua infanzia e adolescenza in un luogo fatto di sole accecante e ombre altrettanto tenaci. Ha pubblicato le raccolte di racconti “Equilibri sospesi”, “La ragazza di miele e altre storie” (Progetto Cultura, 2016) e “Diastema” (Ensemble, 2020), e le raccolte di poesie “Estate” (Progetto Cultura, 2019) e “Quando sono nata ho smesso di essere aria” (Edizioni Progetto Cultura, 2025). Il suo racconto “Fratello maggiore fratello minore” è stato pubblicato nell’antologia “Roma-Tuscolana”. Alcuni suoi racconti sono disponibili su varie riviste on line e cartacee. Nell’ottobre 2021 pubblica il suo primo romanzo, “Stati di desiderio”, con D editore. Del suo rapporto con la scrittura asserisce, convinta, che è il suo posto nel mondo. Scrive recensioni di libri che ama per "Dentro la lampada", la rivista della scuola Genius.

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