Esistono esseri umani per i quali la comunicazione con la propria specie è oltremodo impegnativa o complicata, e Vigga, la protagonista di questo romanzo, è una rappresentante di questa categoria. Chiusa a riccio come un pugno, impegnata a evitare gli assilli della vita adulta, le scelte, preferisce vivere negli intervalli e nelle pause, un muro o una vetrata tra lei e gli altri. Unico suo legame emotivo è l’amica dei tempi del liceo, Maiken, che però è molto diversa da lei. Infatti, Maiken ha terminato gli studi e ha da qualche tempo una relazione stabile, un lavoro che la soddisfa. Vigga è priva di collante umano, non riesce nemmeno a scambiare poche parole durante la pausa pranzo con i colleghi: vede l’inutilità, il disinteresse dietro l’educazione.
Il suo ultimo lavoro, al quale arriva da un centro per l’impiego danese, è quello di lavorare a Mondo oceano, un grande acquario cittadino, un luogo perfetto per continuare a estraniarsi. All’inizio per lei quel lavoro è solo l’ennesima pausa tra il sussidio di disoccupazione e il prossimo lavoro, buono per riempire uno spazio sociale e un tempo in cui non sa che fare. Mondo oceano è un luogo perfetto per rinchiudersi, solo che poi, in maniera inaspettata, Vigga comincia a stabilire una relazione con il polpo, Rosa, una relazione che diventa molto presto affettuosa. I polpi non si affezionano come i cani e i gatti ma sono molto intelligenti e sviluppano una capacità di riconoscimento della realtà circostante attraverso i tentacoli.
Quando Maiken le annuncia di essere incinta, Vigga sente che il percorso della sua amica non è condivisile, per Maiken la gravidanza significa l’ingresso definitivo nel mondo degli adulti, e lei si sente definitivamente lasciata indietro.
Il suo legame più forte diventa quello con Rosa, comincia a studiare l’anatomia dei polpi, a capire le emozioni evidenti delle interazioni fisiche tra il braccio umano e il tentacolo. Ogni giorno aspetta di andare al lavoro per incontrarla, occupandosi di lei sente venire fuori gli irrisolti della sua vita. Inevitabilmente, Rosa diventa un membro della sua famiglia elettiva, quella che si forma oltre i legami di sangue, dove nessun membro è tenuto a essere altro che sé stesso, senza obblighi, senza pregiudizi o sovrastrutture.
Attraverso il legame con Rosa, autentico e potente, Vigga capisce cosa significhi essere umana.
È incredibile che proprio esseri non umani, che spesso sono visti come risorse, o cibo, semplicemente con il loro stare al mondo ci ricordino la nostra parte più autentica e fragile: la capacità di stabilire dei contatti, di emozionarci e di provare dolore quando la relazione si interrompe, come succede quando Rosa inizia a deporre le uova, momento che conclude il ciclo vitale di ogni polpo.
Quello che mi ha fatto piangere o sorridere di colpo è proprio questo legame così frontale, senza mediazione, senza parole umane, fatto di percezioni sottili ma profonde. Quello che accade non sempre è giusto o accettabile, ma se accade dobbiamo accettarlo e lasciar andare, tenere quello che è possibile di ogni affetto, e continuare a calpestare il suolo o a lasciarci galleggiare nell’acqua con leggerezza, connessi agli altri esseri, con i quali, milioni di anni fa, abbiamo condiviso habitat e bisogni. Siamo davvero la specie sovrana, quella che decide chi deve vivere o morire, e le modalità della vita che ci degniamo di concedergli?
Romanzo ecologico ma anche di riflessione potente su quale sia davvero il posto della specie umana sulla Terra, e sui legami con tutte le altre specie viventi.
“L’acqua per te? La tua casa.
Noi due abbiamo la stessa origine Rosa, ma risale a tanto tempo fa. La tua coscienza è plasmata dal modo in cui il tuo corpo sta al mondo, esattamente come la mia. Dal modo in cui io piego le mani, o la lingua per pronunciare le parole. Dal fatto che tu capti segnali nell’acqua tramite la pelle e riesci a vedere nel buio pesto.
Sono cose che trasformano.
In qualche modo tu sei più di un semplice corpo, mi sono fatta quest’idea. In un certo senso vivi al di fuori della normale distinzione tra anima e corpo, sei come un denso fluido intelligente, ben diversa dal mio rigido corpo vertebrato. Eppure. Tu dietro quel vetro che è sempre stato il mio. Il tuo sguardo dentro il mio.”



