
Parliamo del romanzo “Daniel” con Grazia Marchese
“Non avrei mai pensato che quella che a me sembrava l’invenzione narrativa più lontana in assoluto dalla realtà fosse invece già oggetto di sperimentazione, qui e ora!”
Scrittore e regista. Cura la regia della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2. Ha pubblicato i romanzi La strategia del tango (Gaffi), Io sono Kurt (Fazi), Il colore del tuo sangue (Arkadia) e Il sorriso di chi ha vinto (Arkadia). Ha insegnato nel corso di Scrittura Generale dell’università La Sapienza Università di Roma e insegna Scrittura e Radio all’Università Pontificia Salesiana. È stato co-fondatore e direttore della rivista Omero. Ha tradotto i manuali Story e Dialoghi di Robert McKee e Guida di Snoopy alla vita dello scrittore di C. Barnaby, M. Schulz.

“Non avrei mai pensato che quella che a me sembrava l’invenzione narrativa più lontana in assoluto dalla realtà fosse invece già oggetto di sperimentazione, qui e ora!”

“Attraverso la scrittura ho conosciuto me stessa, ho scoperto e chiarito le mie idee, ho iniziato a trascinarle fuori con decisione e fierezza e ho imparato a decifrare la realtà”.

“Credo fortemente nella solidarietà tra donne, credo sia possibile ed indispensabile, a partire dalle piccole cose quotidiane, come aiutarsi a prendere i bambini a scuola (per esempio) agli eventi più importanti, nel lavoro o nella vita quotidiana”.

“Amo gli stimoli creativi, la diversità, il caos apparente e il mio essere allo stesso tempo anonimo e protagonista”.

“L’obiettivo era cercare di creare un’antologia diversa da tutte le altre, qualcosa che mancava”.

“Ogni personaggio è frutto di tanti elementi presi dalla realtà, mescolati insieme per creare qualcosa di credibile… poi se ti svelassi la vera identità di anche solo uno di loro, sarei costretto a ucciderti”.

“Un paese di provincia ha una storia comune, spesso di alcuni secoli, che è difficile annientare e anche se minacciata dalla globalizzazione, qualcosa riesce a sopravvivere, anche modificandosi, ma conservando una parte del suo DNA”.

“Nessuno sì uccide per amore, nessuno davvero si uccide perché non ricambiato o scacciato o respinto da una persona. Ci si uccide perché ci si sente respinti dal mondo”.

La parola all’autrice di un romanzo di formazione che racconta la crescita difficile di una ragazza narrata nel suo sforzo di diventare donna in una famiglia disfunzionale.

Dal 2007 si svolge “Un ponte sul fiume Guai” un premio letterario della Onlus Moby Dick che è dedicato a racconti inediti di malati di cancro e dei loro famigliari o sanitari. C’è tempo fino al 16 dicembre per partecipare.

“Io ho scelto di fare neurologia perché mi ero innamorata di Pirandello ed ero affascinata dallo scoprire l’Uno, nessuno e centomila che c’è in ciascuno di noi”.

“Abbiamo sostituito il futuro con il nuovo: preferiamo rincorrere qualcosa che ancora non possediamo piuttosto che tenerci il vecchio che già conosciamo e non ci fa più provare lo stesso brivido”.