Qualche giorno fa, nella Sala Giuseppina del Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi a Roma, all’Esquilino, noi di Scuola Genius abbiamo presentato un libro di Chiara Briani, Il contrattempo (Augh! 2025); mentre la conversazione scorreva, guidata da Lucia Pappalardo, diretta da Luigi Annibaldi e addolcita da una composizione di gelato appositamente creata da Andrea Fassi, tra tanti amici, mi sono ritrovato a pensare che una raccolta di racconti nasconde sfumature particolari, storia per storia. E anch’io, che pure credo in questo caso di averli letti e seguiti tutti o in gran parte, questi racconti, ne scopro spesso frammenti inediti. Quindi ho chiesto a Chiara Briani di provare a scrivere lei qualcosa su ciascuno dei racconti del libro. Non la mia solita intervista, ma sue parole libere. Ecco cosa ne è venuto fuori: quando è l’autore stesso a creare una mappa di parole per orientarsi tra i suoi racconti.
NY
Il potere della musica nel far riaffiorare ricordi, aiutare a compiere scelte e aprire prospettive future.
Flashdance
Un tributo a uno dei registi che più ammiro: Nanni Moretti.
Il racconto (già pubblicato in “80 voglia di ammazzarti” – Alter Ego, Viterbo, 2020) era nato dalla richiesta (coerente col titolo del libro) di far morire un personaggio famoso, ancora vivente, degli anni 80.
Flashdance è la “mia” celebrazione personale del regista in cui realtà e fantasia si intrecciano in maniera onirica e a tratti surreale.
È anche un omaggio a New York, la città in cui tutto è possibile.
Domopak
Per un incidente, una svista, una sorpresa, un errore, un motivo oscuro la vita può cambiare da un momento all’altro.
Come Gregor Samsa di kafkiana memoria, ci si trova malati o solo diversi per caso.
Dallo scarafaggio alla balenottera, dobbiamo confrontarci con l’imprevedibilità della vita.
Terzo piano, interno quindici
La casa, gli ambienti che abitiamo ogni giorno esprimono quello che siamo.
Le pareti, gli oggetti, i dettagli del nostro mondo domestico dicono di noi più della carta d’identità.
Quando le persone muoiono, restano solo i muri e i mobili a rappresentare chi li ha vissuti.
C’è una sacralità nel calpestare quei pavimenti e nel toccare gli oggetti.
Ci si chiede dove siano andate le anime.
Sicuramente sappiamo dove restano.
Quando la fantasia ballava il Boogie
È un divertissement, un racconto fanta-reale dove personaggi famosi della letteratura sia infantile sia adulta escono dalle pagine di carta, dalle trame in cui erano incardinati (e fossilizzati) per partecipare a una festa a tratti orgiastica.
La speranza è riposta nei bambini, ma anche le nuove generazioni vanno incontro ai ricorsi della storia.
Perché forse tutto è già stato scritto.
Il titolo è un omaggio a Goffredo Parise, che denominò così la lectio magistralis che tenne all’Università di Padova, quando ricevette la laurea honoris causa in Lettere nel febbraio 1986, pochi mesi prima della sua morte.
Collezione di sguardi
La collezione più preziosa, evanescente, inafferrabile e improbabile che si possa fare, difficile da mantenere, impossibile da condividere.
Sguardi di dolore, condivisione, inadeguatezza, addio, amore, speranza.
Sguardi eloquenti.
Il racconto parla dell’amicizia tra Eugenio e Anna, lui reduce da una storia con Sandra, lei travolta da una relazione con Emma.
Sono entrambi collezionisti: Eugenio di penne stilografiche, monete, portauovo; Anna di sguardi.
Anch’io faccio collezione di sguardi.
E, come dico alla fine del libro, ringrazio tutte le persone di cui ho raccolto gli sguardi e quelle che hanno raccolto i miei, non lasciandoli cadere.
Il ritratto
Un amore filiale che oltrepassa ogni limite fisico.
Mamma non avrebbe voluto
Un gioco e una scommessa infantili per ottenere un desiderio negato.
“Mamma non avrebbe voluto” è la frase che il piccolo Guido si sente ripetere come un mantra quando il padre vuole negargli qualcosa.
Con la testardaggine e la determinazione dei bambini, Guido persegue il suo sogno.
Anche se “mamma non avrebbe voluto”.
Pietre d’inciampo
Racconto ambientato e dedicato a Padova, la città in cui sono nata e mi sono formata.
Siamo cresciute a strati sottili, io e la mia città, ciascuna prendendo e donando qualcosa.
La mia Padova è la sua storia, le piazze che brulicano la mattina, gli affreschi di Giotto, il caffè senza porte (il Pedrocchi) inno all’apertura e alla tolleranza.
La mia Padova è soprattutto la libertà di pensiero che è incisa nel motto dell’Università (Universa universis Patavina libertas) e che vorrei fosse nel DNA di ogni persona.
La curva
La morte improvvisa di una persona amata crea uno tsunami in chi resta.
Lo scossone è così violento da annullare i sensi e darci una visione distopica delle cose.
Fino a quando un segno, una poesia, un indizio ci fanno capire che siamo tutti parte di un ciclo dell’esistenza, di un normale fluire delle cose dove la morte è “solo la curva della strada”.
Il contrattempo
Il contrattempo può essere un incidente di percorso, una svista, un cambio di programma, una malattia.
Il contrattempo, che dà il titolo alla raccolta di racconti, è un evento inatteso che scardina le coordinate dell’esistenza della protagonista.
L’augurio è che ogni contrattempo possa diventare una opportunità.



