
“Il giardino dei fiori infelici” di Nicola Lucchi (Neo)
In questo romanzo vincitore del Premio Neo 2025, la voce narrante di Olga segue le terribili vicende del figlio Lucas, e le svela al lettore.

In questo romanzo vincitore del Premio Neo 2025, la voce narrante di Olga segue le terribili vicende del figlio Lucas, e le svela al lettore.

Questo romanzo racconta la vita di Afhias Zhe, detto Zee, dalle molestie subite quando è un dodicenne del Maine fino alla sua vita adulta.

Leggendo questo romanzo ci si chiede cosa siano la normalità e la sicurezza. Il corpo è il nostro guscio, l’involucro che ci protegge, come il carapace di una tartaruga, però è anche il nostro confine con l’esterno.

In questa narrazione assistiamo alla visione del mondo interiore della protagonista, Portia, al suo sguardo giudicante e infastidito del mondo che può salvarla oppure privarla di ogni diritto, compresa la vicinanza e l’affetto di un figlio.

Una raccolta di racconti composta da storie di ragazze e donne e bambine sopravvissute a traumi, abbandoni e tradimenti, che ricreano la realtà in un modo che riescono ad accettare, difendendosi dagli attacchi del mondo esterno.

Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

Una storia che trascina oltre la perversione, per l’autrice gli esseri umani sono incomprensibili e selvaggi, crudeli e spesso attratti da situazioni che la maggior parte del consesso sociale giudica ripugnante o meritevole di pena ed esclusione.

In questo romanzo s’intrecciano storie che potrebbero essere reali mescolate a vicende intrise di realismo magico, dove il legame tra le voci narranti e il lettore è la sospensione dell’incredulità.

Un romanzo che racconta come non sia mai facile assolversi per aver scatenato furia e rabbia cieca in chi dice di amarti, che ti ha reso felice, e poi ti ha annientato.

Nel minuscolo paesino di Poggio Berni, Natale consuma le sue giornate sperso tra lavoretti occasionali, i cremini al bar e i sogni erotici su Lady Diana, defunta ma viva per lui nelle sue furiose sessioni di autoerotismo.

La storia vera di un’America ottusa, incredula e misogina di fronte a un sociopatico disadattato e crudele, che attirava le sue vittime facendo leva sul buon cuore di ragazze gentili e desiderose di compiacere.

I racconti di questa raccolta, anche quando sono ambientati d’estate, sembrano sempre svolti in una cupa notte di inverno artico, con il freddo che paralizza i corpi e nessuna luce in lontananza.