
“Il cielo è nero la terra blu” di Rossella Sorbara (Neo)
Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

La storia di uno scrittore che è stato un marito e padre assente, preso dalle storie che gli hanno rubato il sonno, per il bisogno di tradurle in parole e frasi visibili agli occhi del mondo.

Questo romanzo fa riflettere sul fatto che ogni predatore può essere un padre amorevole o un devoto cattolico, o un uomo che non capisce cosa significhino i confini, ma noi non possiamo assolverlo.

Una testimonianza sofferta e terribile che ci spinge a chiederci se si possa comprendere la realtà di chi viene rinchiuso in un luogo disumano e riesce a salvarsi.

Questo romanzo sembra dirci che nel desiderio d’amore le nostre armi sono la compassione e il bisogno che susciti negli altri, che probabilmente si allontaneranno da te quando sentiranno la salda presa delle tue robuste braccia sul collo.

C’è una sorta di bellezza dolente in questo romanzo, una canzone che suscita un inizio di pianto, un cercare con gli occhi qualcuno da toccare che ci rassicuri sul fatto che esiste una luce anche nella nostra solitudine.

In queste storie Kelly Link prende spunto dal folclore nordico, tedesco (fratelli Grimm) e norvegese e dalle favole francesi e reinventa personaggi e trame che narrano di avidità, paura, amore, insensatezza, gelosia.

In questo romanzo vincitore del Premio Neo 2025, la voce narrante di Olga segue le terribili vicende del figlio Lucas, e le svela al lettore.

Questo romanzo racconta la vita di Afhias Zhe, detto Zee, dalle molestie subite quando è un dodicenne del Maine fino alla sua vita adulta.

Leggendo questo romanzo ci si chiede cosa siano la normalità e la sicurezza. Il corpo è il nostro guscio, l’involucro che ci protegge, come il carapace di una tartaruga, però è anche il nostro confine con l’esterno.

In questa narrazione assistiamo alla visione del mondo interiore della protagonista, Portia, al suo sguardo giudicante e infastidito del mondo che può salvarla oppure privarla di ogni diritto, compresa la vicinanza e l’affetto di un figlio.

Una raccolta di racconti composta da storie di ragazze e donne e bambine sopravvissute a traumi, abbandoni e tradimenti, che ricreano la realtà in un modo che riescono ad accettare, difendendosi dagli attacchi del mondo esterno.