
“Il cielo è nero la terra blu” di Rossella Sorbara (Neo)
Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

La storia di uno scrittore che è stato un marito e padre assente, preso dalle storie che gli hanno rubato il sonno, per il bisogno di tradurle in parole e frasi visibili agli occhi del mondo.

Questo saggio intende spezzare una lancia a favore della normalità proprio oggi, in cui il modello dominante è quello dell’esibizione di sé, del successo mediatico, della visibilità a tutti i costi, significa andare controcorrente.

Un romanzo che racconta un mondo che somiglia al nostro, soltanto un poco peggiore, forse uno dei possibili futuri, una possibilità che sembra sempre più vicina.

In questo romanzo s’intrecciano storie che potrebbero essere reali mescolate a vicende intrise di realismo magico, dove il legame tra le voci narranti e il lettore è la sospensione dell’incredulità.

Un romanzo che racconta come non sia mai facile assolversi per aver scatenato furia e rabbia cieca in chi dice di amarti, che ti ha reso felice, e poi ti ha annientato.

Nel minuscolo paesino di Poggio Berni, Natale consuma le sue giornate sperso tra lavoretti occasionali, i cremini al bar e i sogni erotici su Lady Diana, defunta ma viva per lui nelle sue furiose sessioni di autoerotismo.

I racconti di questa raccolta, anche quando sono ambientati d’estate, sembrano sempre svolti in una cupa notte di inverno artico, con il freddo che paralizza i corpi e nessuna luce in lontananza.

Un romanzo in cui si incontrano persone e personaggi che giocano con l’identità, praticano rituali di magia sudafricana, curano le cicatrici dei loro corpi oltraggiati e mutilati e delle loro anime prigioniere.

In questo romanzo il male germoglia e cresce alimentato dalle coscienze chiuse, dall’avida competizione, dalla cieca obbedienza al rispetto, feroce, delle regole.

In questa raccolta di cinque racconti viene messa in scena la profonda fragilità della vita umana e dei legami che apparentemente sembrano i più saldi.

La pelle può essere un cartello di vietato l’accesso o di benvenuto, ma siamo noi a scegliere quello che fanno i nostri corpi, le nostre menti. Non siamo vittime, non siamo esuli, o prigioniere all’interno della nostra stessa pelle.