
“L’onda lunga” di Mariano Rose (Las Vegas)
Storia di Blues, che non è solo una balena, ma diventa l’emblema di come ci si senta estranei nella pelle che ci è toccata in sorte.

Storia di Blues, che non è solo una balena, ma diventa l’emblema di come ci si senta estranei nella pelle che ci è toccata in sorte.

C’è una sorta di bellezza dolente in questo romanzo, una canzone che suscita un inizio di pianto, un cercare con gli occhi qualcuno da toccare che ci rassicuri sul fatto che esiste una luce anche nella nostra solitudine.

In questo romanzo vincitore del Premio Neo 2025, la voce narrante di Olga segue le terribili vicende del figlio Lucas, e le svela al lettore.

In questa narrazione assistiamo alla visione del mondo interiore della protagonista, Portia, al suo sguardo giudicante e infastidito del mondo che può salvarla oppure privarla di ogni diritto, compresa la vicinanza e l’affetto di un figlio.

“In un giallo il lettore cerca di scoprire una verità, di ricostruire un fatto misterioso, di indovinare l’assassino, insomma vuole sentirsi investigatore ed è giusto così. Io ho voluto raccontare quello che non fa notizia: le attese, gli errori, gli scontri, le paure, le rabbie”.

Una storia che trascina oltre la perversione, per l’autrice gli esseri umani sono incomprensibili e selvaggi, crudeli e spesso attratti da situazioni che la maggior parte del consesso sociale giudica ripugnante o meritevole di pena ed esclusione.

In questo romanzo s’intrecciano storie che potrebbero essere reali mescolate a vicende intrise di realismo magico, dove il legame tra le voci narranti e il lettore è la sospensione dell’incredulità.

“In questa grande tragedia ho visto la salvezza della poesia, l’elevarsi della letteratura. La purezza e la bellezza stanno nella parola. La parola scava nell’essenza della vita, è un grimaldello che scardina e apre varchi nella moltitudine”.

Nel minuscolo paesino di Poggio Berni, Natale consuma le sue giornate sperso tra lavoretti occasionali, i cremini al bar e i sogni erotici su Lady Diana, defunta ma viva per lui nelle sue furiose sessioni di autoerotismo.

La storia vera di un’America ottusa, incredula e misogina di fronte a un sociopatico disadattato e crudele, che attirava le sue vittime facendo leva sul buon cuore di ragazze gentili e desiderose di compiacere.

Un romanzo in cui si incontrano persone e personaggi che giocano con l’identità, praticano rituali di magia sudafricana, curano le cicatrici dei loro corpi oltraggiati e mutilati e delle loro anime prigioniere.

L’ispirazione per questo romanzo con tre voci narranti è l’assedio di Waco, quando dal febbraio all’aprile del 1993 una setta cristiana si è asserragliata nel suo ranch, per resistere all’irruzione dell’FBI.