
“L’amore dopo i vent’anni” di Linea Maja Ernst – Traduzione di Luca Vaccari (Blu Atlantide)
Questo romanzo ci racconta come la libertà abbia sempre un costo: per esempio cedere privilegi o lasciare la strada che sembra tracciata e sicura.

Questo romanzo ci racconta come la libertà abbia sempre un costo: per esempio cedere privilegi o lasciare la strada che sembra tracciata e sicura.

In questo romanzo l’evoluzione dei personaggi passa attraverso il trascorrere dell’anno in Irlanda, dalla primavera irlandese fino al Natale, quando i confronti incrociati mettono in mostra la bellezza delle crepe che rendono degno d’amore un essere umano.

Un romanzo che narra una generazione sconfitta e abbrutita, che continua a crogiolarsi nel ricordo di un benessere ormai impossibile da recuperare, una generazione che preferisce la fuga alla fatica, il bisogno di approvazione ricavato dai social alla realtà.

In questo romanzo il successo e il fallimento ci appaiono come due perfetti impostori: entrambi abusano di coloro che possiedono, li trasformano in simulacri, in immagini irreali.

Questo romanzo ci mostra che siamo tutti e tutte sopravvissuti, noi che capiamo quanto sia facile essere feriti. Eppure, la nostra debolezza può essere la nostra rivincita.

In questo romanzo un gruppo di ragazzini che tra loro si definiscono la Confraternita spiano luoghi che nascondono orrori, cadaveri, segreti indicibili e messe nere.

Un romanzo che si snoda attraverso le voci narranti di tre protagonisti non bianchi e queer, che raccontano le loro vite in un’America che conserva un cuore razzista e omofobo.

Un romanzo che racconta come l’America non sia una terra di Abbondanza, dove non c’è solidarietà umana abbastanza salda, quando chiedi aiuto ti viene opposto il bieco rispetto di regole insensate, il cui valore dovrebbe essere ridiscusso ogni volta.

Un romanzo breve, che racconta il tempo di due stagioni, nel quale viene riprodotto, in uno stile lirico, l’afflato di una coppia desiderosa di rompere gli schemi dentro i quali si è fatta imprigionare.

Una struggente, lirica meditazione sui confini delle specie viventi, sulla perfezione del contatto tra creature e il dolore devastante di perdere quella felicità perfetta.

Questa è la vita di Arturo, che continua a ricordare i momenti vissuti con la madre, i suoi silenzi, la ricerca di lei.

Una storia senza innocenti o vincitori, ma solo persone ferite che riescono a farcela con quello che resta dopo un evento drammatico destinato a essere uno spartiacque nelle loro vite.