
“Per non restare laggiù” di Marilena Lucente (Cento Autori)
Un romanzo che si chiede se sia possibile amare un figlio che non è come abbiamo immaginato.

Un romanzo che si chiede se sia possibile amare un figlio che non è come abbiamo immaginato.

Per tutti la protagonista di questo romanzo è solo la ragazza che consegna le pizze, la depositaria di cartoni di cibo ordinato, destinata a scomparire nella cornice di una porta chiusa.

Cosa dobbiamo perdere per fare spazio alla nostra vera natura? La comunità è una comfort zone perenne, e quando ce ne stacchiamo rischiamo di perdere il nostro passato e i nostri affetti.

Un libro fatto di scintillante e dolorosa consapevolezza, è il cammino, a tratti arguto e potente, di una ragazza che rivendica la propria unicità.

Tra la vita e la morte, Mariella racconta, e mostra anche al lettore, le infinite piccole forme di violenze che fanno da sfondo a due che hanno smesso di amarsi, ma ancora non riescono a dirselo

La transitorietà della nostra vita corporea non è un male, ma solo una cosa che accade, insieme a miriadi di cose che accadono nell’universo.

Una narrazione che ha la bellezza tenue di un manga, la mutevolezza delle foglie in autunno, la poesia dolente del mondo nipponico

I personaggi di questi racconti, ambientati nel Kentucky, cercano di sopravvivere in un mondo inclemente

Un canto navajo di guarigione, di chi si trova stretto da malesseri del corpo e dell’anima e invoca il Grande spirito

Perché Miwako è fuggita da Tokyo? Come mai per uccidersi ha scelto una foresta immersa in un tempo sospeso?

L’analisi del loro rapporto finisce per diventare per Lucy e William l’accettazione dei loro limiti.

Racconti surreali, gotici, la narrazione si ferma a un passo dall’horror, in cui i protagonisti sono nevrosi e metamorfosi