Come trasformo la nostalgia in gelato

Un cono senza gelato, dove il vuoto assume la forma di quello che manca.

Tu non puoi decidere quello che ti manca, è qualcosa dentro di geometrico, resta spazio vuoto simmetrico, è un cono senza gelato, un pozzo senza fondo, uno specchio senza riflesso. Il vuoto prende la forma di quello che ti manca e tra la carne e le vene restano spazi vuoti.

Inizia più o meno così.

Chiudi gli occhi e schizzano fuori colori uno dopo l’altro e disegnano quello che ti manca e svaniscono. Ti concentri allora sull’udito, sussurri hey e ti abitui al suono che ti ritorna su dai vuoti lì che hai svuotato di quello che avevi, che so tipo a forma di cono o di testa. Dicevo, ti torna su il suono dalla trachea e allora tocca al gusto perché in effetti quel vuoto, quel pensiero che era colori ormai svaniti e consistenza, ora rimbalza e fa per uscire dalla bocca. Provi allora con il gusto a intrappolare il ricordo, perché il suono sa di dolciastro come un gelato pesante e stucchevole e ti rendi conto che quello che resta è la dolcezza che si fa amara e quasi ti viene un conato e dici ci provo, non l’ho mai fatto, ma così non posso andare avanti e passi al tatto e ti infili due dita in gola per completare l’opera e capire, funziona fino a un certo punto perché non vomiti niente altro che qualche schizzo di succhi gastrici. Manca solo l’olfatto per ritrovare almeno un pezzo di quello che ti manca, del cono, dello specchio, di un capello, di una sedia, di un tempo. Ma no, non puoi odorare una poltiglia simile, non ci troverai mai nulla. Ma non ne puoi più e avvicini il naso e sembra un inganno. Eppure, per un istante, senti l’odore di quel ricordo lì tra l’acidità e il dolciastro, ci metti le mani e trovi un sassolino nero, minuscolo, sferico, nero come cioccolato fondente. Ti guardi intorno, nessuno ti ha visto, apri la bocca e lo rimandi giù. Non sei tu a decidere quello che ti manca, ma puoi decidere di tenerlo sempre con te, sospeso nel vuoto tra la carne e le vene.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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