Come trasformo “L’Avversario” di Carrère in gelato

Crema all’Armagnac e lavanda, abbinata a panna spray industriale, finta, studiata per apparire spumosa e perfetta.

Due vite, due facce, una al sicuro dall’altra. Più la consistenza di quella segreta si addensa, più l’evanescenza dell’altra si gonfia.

L’Avversario è un libro che su chi, come me, vive la molteplicità dell’anima, lascia il segno. Quant’è facile per un uomo creare un solco dentro di sé e scavare fino a restarne intrappolato senza che ne nessuno se ne accorga?

Il giornalista e scrittore francese Emmanuel Carrère in questo romanzo analizza un fatto di cronaca dall’epilogo sconcertante. Carrère è una delle penne francesi più affilate dei nostri tempi e ne L’Avversario sonda l’animo di un uomo spezzato, diviso in due tra una vita ordinaria e il vuoto tenuto all’oscuro da tutti gli affetti.

E fin qui mi rimane facile immaginare un gusto artigianale, profondo, complesso come una crema all’Armagnac e lavanda, una consistenza poco nota abbinata però a panna spray industriale, sparata tutta intorno, finta, studiata per apparire spumosa e perfetta. Come la vita di Jean-Claude Romand, un uomo apparentemente ordinario che, dopo aver sterminato la famiglia, i sui genitori e aver dato fuoco alla sua casa, sopravvive al tentativo di suicidio.

Come se il gelato cadesse a terra e la consistenza della crema si scontrasse con l’asfalto spiaccicandosi, mentre la panna, effimera, limpida, industriale, resta in piedi perché sofisticata dalla chimica. L’epilogo di questa storia è inammissibile, eppure l’anima divisa è molto più ordinaria di quanto si pensi, come una panna industriale, gonfiata e servita su creme abissali, sconfitte.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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