I Tarocchi e il blocco dello scrittore

I Tarocchi possono davvero aiutarci nel superare il famigerato Blocco dello scrittore?

Prima di tutto bisogna chiedersi: ma da cosa dipende il blocco dello scrittore?

Forse dall’impossibilità di trovare il tempo di scrivere perché le nostre giornate sono piene di impegni? O la colpa è del computer che si è rotto, o della penna che ha finito l’inchiostro?

Sicuramente no, il blocco dello scrittore è una dinamica interna, riguarda la nostra dimensione non cosciente. Quindi, se siamo alla ricerca di uno strumento che “sblocchi il blocco”, per così dire, questo non può essere la Vitamina C o i raggi ultravioletti, dev’essere un rimedio che agisca a livello interiore.

I Tarocchi in tal senso si prestano a sbloccarci, perché sono immagini archetipiche, che stimolano gli archetipi del nostro inconscio e lo spingono a rivelarci il motivo del blocco: in un certo senso, quando peschiamo una carta, effettuiamo un gesto solo in apparenza casuale; in realtà, agiamo sotto la guida dell’inconscio che ci fa scegliere sempre la carta giusta.

Poi, da dove provenga questo potere dell’inconscio è un’altra storia. C’è chi sostiene che l’inconscio si alimenti da una dimensione atemporale, una specie di cloud da cui si scaricano contenuti.

A tal proposito, come illustre testimone letterario, citerei Jorge Luis Borges e la sua nota raccolta di racconti “Ficciones” o “Finzioni”, pubblicata nel 1941, che dimostra come dall’esperienza limitata di un sogno, che è un fenomeno inconscio, si possa percepire la vertigine dell’infinito. È un libro che vale la pena leggere, soprattutto nei momenti di blocco.

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Mario Abbati

Mario Abbati è nato a Roma nel 1966, laureato in Ingegneria Elettronica e in Filosofia. Come scrittore ha pubblicato saggi, romanzi e raccolte di racconti. Studioso dei Tarocchi, da anni si interessa delle applicazioni di questo strumento alla narrativa. È docente di scrittura creativa presso la scuola di scrittura Genius.

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