Come trasformo “The Watchers” in gelato

Gelato al carbone per tutti quei gelatieri che, invece dell'amore, nel proprio lavoro mettono invidia.

Arrivano la mattina, in fila, silenziosi. Tu devi rimanere fermo. Se ti muovi, se fai un solo gesto, carpiscono i tuoi segreti, replicano le tue ricette, imparano i movimenti, rubano i segreti. Succede che entrano dalla porta di servizio con cappelli altissimi, giacche stirate, denti aguzzi e gengive rosso rubino. Così funziona da sempre. Entrano, si piazzano davanti all’enorme vetro del laboratorio del Palazzo del Freddo e osservano.

Non si sa da dove vengono e solo io li ho visti. Una volta sono riuscito a fare il giro dall’uscita posteriore del laboratorio, che passa dal magazzino, per guardarli. Perché da dove siamo noi dentro il laboratorio si intravedono solo le loro ombre e il rosso delle gengive. Io li ho visti quel giorno e loro non se ne sono accorti. In eredità la mia famiglia mi ha lasciato il timore verso questi esseri. Insomma ho fatto il giro dal magazzino, sono passato nella zona lavaggio e dal piccolo laboratorio dei Sanpietrini, accovacciato, li ho scrutati fin quando non se ne sono andati via. Li ho lasciati sfilare fino all’ultimo, e ne ho scelto uno da seguire.

Camminava dritto e il collo gli permetteva di roteare la testa con l’alto cappello, indossava la tipica giacca bianca, era piena di coccarde. Lasciava una sottile scia di bava gelatinosa e ho continuato a seguirlo finché non ho capito. Finché non l’ho visto entrare in una piccola gelateria e sparire dentro la bocca del gelatiere intento a preparare gelato al carbone. Giuro di aver visto il gelatiere ingoiarlo, avere uno spasmo e continuare poi a fare il gelato. Ma io lo sapevo, l’ho sempre saputo. Vengono a spiarci da decenni, ci odiano da decenni, tutti quei gelatieri che al posto dell’amore hanno una voragine d’invidia da cui escono questi mostri, pronti a copiare, a colpire e, da quanto so, a volte anche a uccidere.

Condividi su Facebook

Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

Tag

Potrebbe piacerti anche...