Come trasmettere l’olfatto in letteratura

Andrea Fassi cerca di spiegarci come riuscire a trasmettere l'olfatto in letteratura.

Il naso è una vera e propria porta che si spalanca sulla memoria. Mi capita, raramente purtroppo, di incrociare profumi e odori che subito mi proiettano nel passato, altri che mi lasciano inquieto per ore perché non riesco a collocare quel dato odore nel tempo.

Che poi succede anche a Proust, la madeleine della madre che lo avvolge e risveglia memorie antiche, sopite in luoghi di sé ma pronte a riemergere una volta attivati dall’odore del dolcetto.

L’olfatto affascina ma come gli altri sensi va allenato. Odorare distrattamente non stimola la vostra memoria a catalogare gli odori e a tirar fuori i ricordi sempre più potenti. Questo significa che è necessario porre attenzione per poter costruire il proprio “flusso olfattivo”, così di solito lo chiamo, perché è una lunghissima linea invisibile che scorre dal naso e circola dentro di noi su cui gli odori orbitano e non vanno più via, in attesa di essere risvegliati.

Odorare, annusare, respirare e basta! verbi che denotano il movimento della vita, che attendono di essere usati per traghettare un aroma giù nel nostro flusso olfattivo.

Un buon esercizio per allenare questo senso, è quello di porre attenzione, ossia di essere vigili quando ci si muove nel mondo, andare alla ricerca di odori nuovi altrimenti scontati che la memoria non avrebbe bisogno di registrare: odore di erba, odore di terra umida, l’odore di brace, di sangue e di carne o di pesce avariato, anche solo a leggerli quasi ne sentiamo l’aroma, e ci proiettiamo in un luogo preciso.

Questo perché l’olfatto è il senso magico che non si piega al tempo.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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