Come trasformo Carlo Verdone in gelato

... non è un gusto di gelato, è tutta la vetrina.

Carlo Verdone non è un gusto di gelato, è tutta la vetrina. L’assortimento completo con doppia panna sotto e sopra.

Ai romani succede con lui un po’ come accade con il nostro gelato. La qualità del prodotto è ormai in secondo piano rispetto all’affettività sedimentata nel tempo. Questo rapporto si crea film dopo film, gelato dopo gelato di generazione in generazione, fiducia qualità e rispetto attese e soddisfatte anno dopo anno.

A un romano non interessa altro che zabaione, cioccolato e doppia panna, panna gratis ovviamente. Saporiti, che si sentano, che facciano ricordare la qualità e la semplicità dei tempi di una Roma che non c’è più, se non in sottili scorci tra le vie o seduti in sala davanti a un film di Verdone, dove i romani riversano il loro desiderio di essere rappresentati nel migliore dei modi, pregi e difetti.

Così davanti al cinema vi chiedete cosa sia quel retrogusto amaro che vi resta in bocca a film concluso, o mentre buttate i fazzoletti nel cassonetto fuori dalla gelateria a gelato finito prima di salire in macchina. Realizzate che in quell’amaro c’è il sapore della vita che fa il suo corso, dove ogni gioia viene vissuta a pieno solo se si è consapevoli dell’amaro corrispettivo del dolore.

Ma lo sapete bene, un gelato va gustato tutto anche se finisce, artigianale e naturale, perché non c’è blockbuster che tenga se in sala proiettano Verdone.

E quando la battuta non è perfetta o lo zabaione ha una punta di zucchero di troppo, tutto è perdonato perché per il romano, ai suoi monumenti personali, tutto è concesso.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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