Come trasformo Iron man in gelato

I nostri super eroi possono essere leccati come un gelato? E che sapore avrebbero?

Io sono Iron Man.

Quanti hanno esultato alla conferenza stampa in cui Tony Stark confessa a tutto il pianeta la sua identità segreta? È come se io comunicassi in mondo visione: Io sono il gelato.

Sì perché Iron man incarna il super eroe investito di responsabilità monumentali ma umano fino all’ultimo respiro. Piace sempre. Corazzato del suo talento e dalla sua armatura, persegue un obiettivo che diventa la sua prigione: l’iper-tecnologizzazione della maschera che indossa, il superamento dei suoi limiti umani,  chiodo fisso che gli permette di non sentire il dolore comune a tutti noi.

Un po’ la mia crociata per rendere il marchio di gelato più antico del pianeta il numero uno al mondo. Eccessivo? no, perché si punta in alto, in tutti noi c’è un cuore che pulsa e ci tiene in vita che batte a ritmo dei nostri desideri, qualsiasi essi siano, infiniti nella loro possibilità di espansione.

E come me, che tutto voglio essere tranne che “il gelato”, Tony Stark sventa il rischio di diventare il suo involucro metallico e indistruttibile, riconciliandosi con se stesso solo in punto di morte. Salva il pianeta terra combattendo a mani nude armato solo del suo valore più limpido: il suo coraggio, umano.

È il migliore tra i super eroi Marvel per questo. Per lo stesso motivo io non sono il gelato, ma punto a difendere i valori che rappresento provando quotidianamente a superare i miei limiti, umani.

Condividi su Facebook

Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

Tag

Potrebbe piacerti anche...