Se vi piace di mettere in scena voi stessi è perfetto. Autobiografia, autofiction, personal essay ecc. Benissimo, però attenzione al vostro personaggio, già lo accennavo in qualche pillola precedente, evitate di mostrarvi migliori di quello che siete, di abbellirvi, altrimenti chi legge perderà immediatamente interesse per il vostro racconto. Beninteso, sto parlando di un io narrante che non è soltanto una voce d’appoggio, ma ambisce a essere personaggio a tutti gli effetti. Incensare se stessi nei propri libri è davvero una cosa da non fare. L’autobiografismo non è un regalo che lo scrittore fa a se stesso, al proprio ego, l’autobiografismo deve rispondere alla verosimiglianza psicologica e deve essere veritiero. Altrimenti è fuffa.

Dentro la lampada
Parliamo del romanzo “Il privilegio del diavolo” con Massimo Mazzoni
“In un giallo il lettore cerca di scoprire una verità, di ricostruire un fatto misterioso, di indovinare l’assassino, insomma vuole sentirsi investigatore ed è giusto così. Io ho voluto raccontare quello che non fa notizia: le attese, gli errori, gli scontri, le paure, le rabbie”.


