Come trasformo in gelato “Il cielo in una stanza” di Salmo

Una canzone è una canzone. Un gelato è un gelato. Come trasformo una canzone in gelato? Se sei un esperto gelatiere come Andrea Fassi sai come si fa

A ognuno la sua arte. E se raccontare l’amore nella maniera più appropriata sembra spesso prerogativa di artisti del passato, un po’ come il buon gelato che non è più quello di una volta, Salmo conferma: non è cosi.
Il cielo in una stanza è una canzone d’amore riuscita.
Odiatemi, ma non ha nulla da invidiare a pietre miliari del passato. L’amore di Baglioni, di Venditti, di Dalla, di Zucchero come di altri, è presente nelle strofe di Salmo mutato in un amore attuale, potente, raro, delicato e travolgente. E chi l’ha detto che non si possano scomodare dei monumenti della musica per far spazio alla mia generazione che ha altre radici, altre scuole, altre emozioni?
Mentre i titoli di coda sono in pausa e i due innamorati scivolano l’uno nell’altra, immaginiamo la scena d’amore in un’istante, saper raccontare significa saper mettere in scena e Salmo ne è maestro. Anche se non vi piace. Anche se non vi piace il genere. Lo sa fare.
Lo stesso vale per il gelatiere. Un professionista non dovrà spiegare nulla sul gusto, la riuscita della sua opera d’arte è mettere in scena una sinfonia d’ingredienti che sprigionino il loro sapore dritti alle vostre papille gustative.
L’amore in grado di muovere il turbinio che Salmo verga con passione in questa canzone è lo stesso che lascerà aumentare la salivazione al pensiero del vostro gelato preferito.
Parliamoci chiaro, i vostri gusti preferiti, qualsiasi essi siano, con l’aggiunta di un cioccolato piccante o di una spezia inaspettata, sono mani ghiacciate sul cuore, mani sul collo, mani sul culo. È il suo tocco di classe. È il mio tocco di classe.
E se c’è del grigio nelle vostre vite, ricordate che un buon gelato o un amore completo sono note rare, ma ve lo assicuro, fanno sembrare tutta questa merda meno triste.
Una volta scovate, vi accorgerete che il mondo, dinanzi a loro, inverte il suo asse.


Foto di copertina: Di Stefano – Salmo

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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