Come trasformo in gelato “Cecità” di Saramago

Trasformare in gelato l'opera più rappresentativa di Saramago? Solo Andrea Fassi può riuscirci, nel suo celebre laboratorio al Palazzo del Freddo di Roma

Cieco è colui che non vede oltre il proprio naso. Cieco è colui che non coglie il sapore oltre la propria lingua.

Di botto, una mattina, gli esseri umani non percepiscono più il gusto. La lingua sfiora un freddo gelato, le papille gustative rinsecchite non comunicano al cervello il sapore. Il mondo andrà in rovina?

Per Saramago, in Cecità, dove non è il gusto a sparire ma la vista, sì. Sì perché equilibriamo la nostra esistenza su tutti e cinque i sensi e l’assenza di quello ritenuto il più importante, porta la società ad una escalation di violenza e riorganizzazione strutturale.

Mentre il nucleo sociale raccontato nel libro implode come impazzito dall’improvvisa assenza di vista, la narrazione di Saramago, nel suo stile unico privo di una punteggiatura classica e quindi in apparenza complessa, scivola invece pagina dopo pagina liscia e corposa. Così come dovrebbe essere il passaggio della lingua da un gusto a un altro su un cono ben assortito da gelati saporiti e ben bilanciati, il ritmo del gusto segue il ritmo della narrazione.

Tornando all’assenza di vista, reputo la metafora di Saramago calzante con i nostri giorni, stiamo implodendo privi di raziocinio e rispetto del nostro popolo come se non vedessimo più il fine ultimo dell’umanità.
E per il gusto? Se perdessimo il gusto, forse ricorderemmo che il piacere intrinseco della tavola è il nutrimento e la convivialità, oltre il piacere dell’ego moderno che rende l’alimentazione una moda occidentale da incastrare nel frame di una foto priva, appunto, di sapore.


Foto: particolare della copertina del libro Cecità di José Saramago pubblicato da Feltrinelli

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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