Come trasformo in gelato “La notte di San Lorenzo” di Murubutu

Andrea Fassi riesce a trasformare in gelato tutto. Anche una canzone rap

Murubutu è un rapper emiliano e docente di Filosofia del liceo Matilde di Canossa a Reggio Emilia. Traduce la storia, la filosofia e la letteratura in rime.

Nel suo ultimo album “Tenebra è la notte” il tema centrale è il buio che ci abbraccia tra il tramonto e l’alba.
E’ durante la notte che il giovanissimo protagonista della traccia “La notte di San Lorenzo” muore scivolando in un crepaccio mentre insieme alla sua altrettanto giovane amica provano ad arrampicarsi per vedere più da vicino le stelle cadere.
La sua voce narrante resta lì tra le vigne e il frumento, in eterno, a raccontare l’entusiasmo e la spensieratezza di quegli anni privi di pesi, quando si poteva immaginare di toccare Orione con un dito solo arrampicandosi un po’ più in alto.
Sogno che appartiene anche al gelatiere più romantico, che privo di malizia come un bambino cerca di sfiorare l’equilibrio di ricette antiche, di creme non perfette ma desiderose di avere lo stesso sapore del gelato dei bisnonni che lui mangiava a pochi anni di età, quello pesato con le caraffe, cieco di matematiche odierne ma vivo di un istinto fanciullesco. Quel sapore rimasto nella sua memoria per decenni.

La voce del ragazzo saluta il ritorno dell’amica tanti anni dopo, è gioioso e sfiora il rimprovero di vederla ormai cresciuta e lontana dal piccolo paese. Nulla è cambiato in lui, il velo di tristezza dell’ascoltatore cosciente della sua morte non intacca la sua gioia fanciullesca ancora solida, perché la sua breve vita si è esaurita per un motivo più alto, l’essere un tutt’uno con la natura, intatto nell’età più ricca d’incanto.

“Per sentirci su un dondolo su tutto il mondo ci dicevamo piano non cresciamo più”, canta Murubutu. Il piccolo non è cresciuto e la morte ha in maniera crudele esaudito il suo sogno. Mentre il gelatiere assaggia un cucchiaino di crema che non sarà mai uguale a quella che il nonno gli passava di nascosto dalla nonna nelle sere d’estate, perché felici come in quei giorni non si torna più.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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