Come trasformo in gelato “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin

Come farà Andre Fassi a trasformare "L’isola dei morti" di Arnold Bocklin, quadro di fine ‘800, in gelato?

Un gelato che si consuma è una vita che perde lo smalto della gioventù, si fonde, si accartoccia e scompare nel buio dell’ignoto.
Per finire dove? L’isola dei morti di Arnold Böcklin, quadro di fine ‘800 creato in cinque differenti versioni, non offre una risposta ma permette di evocare stati d’animo tali da lasciare l’osservatore immerso in umori antichi, al confine tra paura e curiosità.
Un bimbo davanti a una vetrina di gelati tra gusti sconosciuti, il cuore che batte incerto eppure sicuro di essere destinato a emozioni più grandi di lui. Curioso, non potrà cogliere il senso di alcuna pulsione se non nel momento in cui la lingua inconsapevole sfiorerà il gelo del freddo gelato sul cono.
E torniamo bambini davanti all’opera di Böcklin, evochiamo il nostro personale concetto di silenzio per immaginare la morte sconosciuta, increduli dell’arrivo un giorno del nostro turno.
Come sarà? Come sarà quel gusto lì? Che sapore ha la fragola? La morte invece? Che odori sentiremo mentre su una piccola barca saremo traghettati verso l’ignoto?
Come il bambino vorrebbe avere la certezza della bontà del gusto che sceglierà, gli esseri umani desiderano conoscere ciò che gli spetta dopo la vita, ma questo non è permesso se non il giorno della fine.
E così un giovane Caronte porge al piccolo avventore la possibilità di assaggiare il suo primo gelato, non sapremo mai cosa sentirà il bambino, quali emozioni percepirà, perché come dico sempre, il gusto è un’esperienza personale. Nessuno può interferire.
Moriamo un po’ ogni volta che desideriamo qualcosa per poi ottenerla, l’isola dei morti è l’esatto limbo che ci pone davanti al riflesso della morte che portiamo dentro di noi, nella vita che giunta alla fine ci sembra essere stata più breve di un gelato che si scioglie.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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