Come ti trasformo un’opera in gelato: Arancia meccanica

Come ti trasformo un’opera in gelato è la rubrica del mastro gelatiere Andrea Fassi, una rubrica innovativa con una tradizione alle spalle che dura dal 1880.

Non servono miracoli per tradurre un’opera d’arte in gelato. Che sia cinematografica, letteraria, pittorica, ciò che si crea pesca i propri tratti distintivi dallo stesso pozzo.

Ho iniziato più di un anno fa trasformando sensazioni in menu con portate che seguissero il movimento di un’emozione, dalle viscere fino alla manifestazione esterna, rovistando negli angoli del mio animo per tradurne in cibo i tratti distintivi.

Per questo progetto con la scuola Genius abbiamo pensato di osare, trasformando in cibo le sfumature che le opere scelte ci comunicano.

Il processo creativo è simile a quello delle emozioni, invece di limitarmi a rovistare solitario al buio del mio animo, è un po’ come se andassi a pesca, mi siedo davanti all’opera o al film e aspetto calmo.

L’attenzione è l’unica arma, perché con essa è possibile cogliere i punti fondamentali per trasformare in gelato, le caratteristiche fondamentali che l’opera mi ispira. 

Quindi mentre per la trasformazione delle emozioni il processo creativo è un movimento che dall’interno estrae verso l’esterno, quando di mezzo ci sono opere, ragiono al contrario, o meglio, prima c’è un movimento dall’esterno verso l’interno in cui accolgo un gesto, un nome, una musica, un pensiero che mi colpiscono, lo afferro e lo trasformo per poi restituirlo in un prodotto che li rappresenti. E funziona! 

Funziona perché anche quando si va a pesca, bisogna connettere il proprio animo con la natura.

In questo caso vale lo stesso principio, ma la connessione deve avvenire con l’arte e se il meccanismo funziona, la pesca andrà bene.

Sempre di anima si tratta. 

E l’anima tormentata del nostro Alex è accarezzata dalle note di Ludovico Van, unico ad avvicinarlo a un’inafferrabile quanto per lui inconcepibile normalità. Sono partito da questo per creare il Sanpietrino ripieno di semifreddo al vino rosso, che incarna l’animo conflittuale del protagonista. L’ho dedicato proprio a Beethoven e ad Alex, il Sanpietrino di Ludovico Van.

Osservo attento l’animo del protagonista, più a fondo trovo il luogo impossibile da non rappresentare: il Korova Milk Bar. L’idea geniale del latte addizionato di droghe permette al gruppo di drughi di solleticare il nero del loro animo, un altro pesce guizza nei miei pensieri. Quel nero è il tartufo che pioverà su un fiordilatte in apparenza candido e innocente.

Durante la visione, arriva poi prepotente il pescato più grosso che potessi cogliere nel film. A mio avviso, le pulsioni sessuali.

I protagonisti sono giovani che non hanno capacità di costruire l’amore, ma utilizzano la distruttività per liberarsi di quel fuoco che arde dentro di loro e forse dentro ognuno di noi; un fuoco che si esaurisce tutto in stupri e ultra-violenza, il cuore della narrazione distopica del film. In quest’altra portata l’omaggio quindi non può che essere alla totalità dell’opera, ossia al titolo e quindi il sorbetto di arancia, abbinato con del pulled pork, perché quell’assenza di amore, quelle pulsioni mal gestite, rendono i drughi dei porci criminali che però alla fine ci convincono e ci piacciono anche un po’, proprio come del maiale stufato e ben cotto.

E poi diciamocelo, è un abbinamento particolare, strano come un’arancia a orologeria.

A voi il menu:

Latte più di korova, fiordilatte addizionato di vellocet e tartufo nero.

Clockwork orange, sorbetto di arancia e pulled pork.

Il Sanpietrino di Ludovico Van, sanpietrino al vino rosso.

Latte più (addizionato di whisky) e pane accompagneranno la degustazione.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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