A Beatrice piacciono le rane così tanto che ha un peluche-rana ai piedi del letto. Siccome ho deciso che anche a me piacciono le rane, prima di andare a casa me lo infilo nello zainetto.
— Chi te lo ha dato? — chiede mamma.
— È un regalo di Beatrice. Ha tanti peluche, uno in meno non le cambia.
Infatti quando vado a casa sua ha un nuovo peluche-rana ancora più grande ai piedi del letto e sulla scrivania di fronte alla finestra un astuccio-rana pieno di pastelli. Beatrice li accarezza uno ad uno prima di tirarli fuori e li ripone in ordine di colore dopo averli usati. Passa molto tempo a rifare la punta appena si sbecca e li tiene tutti alla stessa misura. E poi usa un temperino-rana che mi piace così tanto! I miei pastelli sono mangiucchiati, cortissimi o troppo lunghi, ma come sarebbero ordinati e al sicuro in un astuccio-rana come il suo! Però il mio zainetto è carico di libri e posto per un astuccio non c’è, neanche per un astuccio-rana. A Beatrice piacciono così tanto le rane che ha perfino un portasapone-rana proprio sul bordo della vasca da bagno. Ho chiesto a mamma di comprarmi un portasapone-rana. Col portasapone-rana sarò proprio come Beatrice. Ma mamma ha detto che certe scemenze se le possono permettere i ricchi e un portasapone-rana non è meglio di uno normale. Così ho deciso che Beatrice non avrà più bisogno del suo portasapone-rana.
Oggi mamma ha lo sguardo contrariato. Cosa ho fatto di male? Mi sventola davanti alla faccia il porta-sapone rana che ho messo accanto al rubinetto del lavandino, in bagno. Dove l’ho preso? Faccio spallucce.
— Me lo ha regalato Beatrice! — ma, non posso restituirglielo, ha una piccola sbeccatura nella vernice smaltata. Le sue cose devono essere sempre perfette! E poi è davvero troppo bello. Peccato per la sbeccatura e per quella macchia rossa sulla ceramica della zampa della rana. Chissà se si può lavare!



