SCRITTORE: Tarologa delle mie brèim (brame), dimmi: cosa potremmo mai imparare da tie-break, match-ball e tambureggianti ghèim (game)?
TAROLOGA: Mi ritiri fuori la pronuncia inglese… per caso ha a che fare con il tennis?
SCRITTORE: Te l’ho fatta facile.
TAROLOGA: Ti ho mai detto che da ragazza ero una giocatrice provetta?
SCRITTORE: Ma dai!
TAROLOGA: Cos’è quella faccia? Un’esperta tarologa dev’essere per forza allergica alle attività sportive? Facevo anche i tornei.
SCRITTORE: No, è che sinceramente…
TAROLOGA: Nell’interpretazione delle carte bisogna essere concentrati, metodici, allenati. Proprio come nello sport.
SCRITTORE: Esattamente a queste doti mi riferivo: hai sentito dell’incredibile risultato degli Australian Open?
TAROLOGA: Ora mi chiedi troppo.
SCRITTORE: Beh, saresti l’unica in Italia a non saperlo. Nella semifinale si scontravano Jannik Sinner, il campione del presente, e Novak Djokovic, il campione del passato. Tutti davano per scontato la vittoria del primo.
TAROLOGA: Mai fidarsi delle apparenze. Vale anche nella lettura dei Tarocchi.
SCRITTORE: Difatti, dopo una partita eroica di cinque set durata più di quattro ore, l’ha spuntata Djokovic.
TAROLOGA: L’orgoglio della vecchia guardia che ferisce quello delle nuove leve.
SCRITTORE: Al di là di nazionalismi e campanilismi, è un risultato che fa piacere, considerando che anche noi, ehm… che anch’io mi sto avviando sul sentiero della maggiore età.
TAROLOGA: Meglio glissare sul tempo che fugge. Perché piuttosto non lasciamo la parola, o meglio i simboli, alle carte?
SCRITTORE: Sentiamo cos’hanno da suggerire su questo tema.
TAROLOGA: (Sparge sul tavolo il mazzetto degli Arcani Maggiori formando una nuvola disomogenea, poi sceglie una carta per tre volte).

TAROLOGA: Un tiraggio veramente potente, “da soglia” potrei dire.
SCRITTORE: O da tie-break.
TAROLOGA: C’è un momento nelle relazioni, di qualunque natura esse siano, vita di coppia, famiglia, lavoro, sport, o semplicemente amicizia, in cui non si tratta più di capire chi ha torto o ragione, né di aggiustare ciò che non funziona. È il momento in cui qualcosa cade.
SCRITTORE: Al povero Sinner è caduta la racchetta per la disperazione.
TAROLOGA: La Maison Dieu parla di un evento che non chiede permesso: accade.
SCRITTORE: Un trauma, intendi?
TAROLOGA: Non una rottura impulsiva, piuttosto qualcosa che non regge più e che si rivela per quello che è sempre stato: instabile, troppo stretto o costruito su di un piano che non è più abitabile. La Maison, con la sua torre che si apre, ci parla di lasciare andare tutto ciò a cui siamo stati ancorati finora.
SCRITTORE: Anche per i campioni la crescita non può essere rimandata.
TAROLOGA: La Giustizia arriva in soccorso come atto di riallineamento. È il momento in cui smetti di chiederti “come posso adattarmi” e inizi invece a chiederti “cosa è coerente con me?”.
SCRITTORE: La racchetta da tennis si trasforma forse in una spada?
TAROLOGA: Per tagliare ciò che non serve più.
SCRITTORE: E la Papessa? Così immobile, silenziosa, interiore… Il povero Sinner deve concedersi una pausa di riflessione in un monastero del Tibet?
TAROLOGA: Dopo il crollo e la resa alla verità non è tempo di un nuovo inizio, non subito. Questa carta parla di una soglia intima: il momento in cui smetti di cercare fuori la conferma del tuo valore e cominci ad abitare ciò che sai di te. Da adesso in poi non si torna più indietro!
SCRITTORE: Nemmeno la storia che mi è venuta in mente può più tornare indietro.
TAROLOGA: E allora mandiamola avanti.
SCRITTORE: Frank Harris è un astuto ma onesto backer, cioè uno di quei manager che investono sulla carriera di un atleta con la speranza che diventi un campione. Anni prima si era vista soffiare dalla concorrenza la possibilità di scommettere sull’atleta scandinavo Nanni Jerskin, astro nascente del tennis mondiale che, tuttavia, dopo alcune clamorose sconfitte, accusato di non avere un carattere adatto a sostenere lo stress, era uscito di scena per ripiombare nell’anonimato.
TAROLOGA: Spero non porti male al povero Sinner.
SCRITTORE: Nonostante questo, Harris è rimasto un tifoso sfegatato di Nanni Jerskin, non di rado accede alla sua videoteca personale e si rivede le partite più entusiasmanti del tennista dimenticato, per apprezzare il suo stile inimitabile. Così, gli viene in mente un’idea pazzesca: riesumare dall’oblio Nanni Jerskin e rimetterlo in forma affinché affronti il campione attuale, l’australiano Lachlan Mercer, vincitore di cinque slam consecutivi.
TAROLOGA: Ma si può fare una cosa del genere nella realtà? Cioè, il regolamento lo permette?
SCRITTORE: Harris ha parecchi agganci nella federazione, fa capire ai pezzi grossi del tennis che un evento del genere richiamerebbe folle oceaniche, garantendo pubblicità e ingenti guadagni economici. Insomma, conoscendo i suoi polli la butta sul materiale.
TAROLOGA: E Jerskin, nel frattempo, che fine ha fatto?
SCRITTORE: La racchetta l’ha appesa al chiodo. Con gli introiti che ha accumulato dalla sua pur breve carriera può permettersi una vita dignitosa come volontario nei servizi sociali. Aiuta vecchi, disabili e categorie collaterali. Non per vocazione, in realtà con quella decisione ha voluto punire se stesso. Così, quando Frank Harris si presenta da lui e getta sul tavolo la bislacca proposta, Jerskin capisce che il destino gli sta offrendo una possibilità di rivincita.
TAROLOGA: Ma tu non dirai se l’accetta o no, giusto? E, se anche dovesse accettarla, non dirai se Jerskin batterà il pluricampione australiano perché a terminare la storia dovranno provvedere i nostri lettori.
SCRITTORE: Cos’è, oggi hai fretta di chiudere la partita?
TAROLOGA: Voglio telefonare al circolo di tennis qua vicino. Questa storia mi ha fatto venire voglia di staccare la racchetta dal chiodo.



