Le piume fra di noi

Il racconto dolce e tenero di una coppia sposata.

– Hai una piuma fra i capelli.

– Dove?

Anna sfila con uno strattone una piumetta da una ciocca di capelli di Luca.

– Ahia! Fai piano!

– Sembra la piuma di un pollo, ma dove sei stato?

– Ma sarà di un piccione, dove vuoi che sia andato, al lavoro e in palestra – risponde Luca sollevando gli occhi al cielo.

Anna lo studia con l’occhio clinico dell’investigatore, mentre lui si infila i pantaloni del pigiama.

– E quel livido sulla spalla te lo sei fatto in palestra? – chiede premendo il dito al centro della tumefazione.

– Ahia, no! – geme Luca scostandosi – Ho solo sbattuto contro il portone, niente di ché.

Anna, gli occhi a fessura, fissa la faccia del marito. – E quel graffio?

– Quale graffio? – sospira Luca esasperato.

Anna gli tocca la guancia, appena sotto l’ombra della barba.

– Il rasoio. Era un usa e getta usato troppo.

Anna piega la testa di lato. – Hai sempre la risposta pronta, tu.

– E tu hai sempre una domanda – borbotta Luca a mezza voce.

Anna lo incenerisce con lo sguardo, sollevando la piuma che stringe ancora fra le dita come un atto di accusa, poi si volta di scatto e esce. Luca rilassa le spalle e emette un lungo sospiro, augurandosi che l’interrogatorio sia finito, per stasera.

Anna porta la piuma in cucina, apre lo sportello sotto il lavabo, ne estrae una bustina di quelle dell’IKEA che si chiudono a pressione, e la infila dentro insieme alle altre piume, tutte più o meno della stessa sfumatura arancione, che negli ultimi tempi si appiccicano con sospetta frequenza agli abiti di Luca.

Ad Anna non risulta che ci siano piccioni arancioni in città.

Ha provato a fare ipotesi sulla provenienza di quelle piume ma a parte inquietanti scenari di accoppiamenti con pennuti non le viene in mente granché. Un boa di piume di struzzo, che evoca prostitute o amanti con la passione per il burlesque. Oppure è lui a travestirsi da donna. L’immagine di Luca in veste di Drag queen, con le sue gambe lunghe e gli occhioni blu, acclamato dalla folla a un gay pride, non se l’è tolta più dal cervello. E poi c’è la faccenda dei lividi e dei graffi che ogni tanto gli compaiono sul viso e sulle braccia.

Rosa dal dubbio, Anna decide di organizzare un pedinamento per la sera dopo.

Si ritrova di fronte a un capannone abbandonato in una zona a ridosso della tangenziale. Luca è stato inghiottito da una porticina a molla che si trova sul lato lungo, e dopo di lui sono entrati altri tizi dall’apparenza losca. Ognuno trascinava una grande borsa nera con le rotelle.

Quando le sembra che sia di nuovo tutto tranquillo, Anna attraversa la strada e si infila nel capannone. Come apre la porta viene investita da un muro di urla e incitamenti che squarciano il buio dello stretto corridoio, nell’aria un pungente odore di pollaio che le fa bruciare gli occhi.

Il corridoio si apre in un ampio locale illuminato dal neon. È una specie di arena piena di gente inferocita, disposta in cerchio intorno a un ring delimitato da transenne imbottite di gommapiuma, all’interno della quale due enormi galli se le danno di santa ragione, sollevando nuvole di polvere punteggiata di piume arancioni.

Anna strabuzza gli occhi. Quelli sono sicuramente due galli, hanno piume arancioni, una cresta rossa, bargigli e un grande becco giallo che gli copre la faccia, ma sono alti almeno un metro e ottanta!

In quel momento il gallo più alto sferra un colpo fatale all’altro con una grande zampa gialla dalle unghie ricurve e l’arbitro assegna il KO nel tripudio della folla. Il vincitore si sfila il becco dalla faccia e lancia al cielo un chicchirichì liberatorio.

– Luca! – esclama Anna attonita.

Al centro dell’arena, suo marito si porta le mani sui fianchi e agita le ali come un gallo trionfante, ululando un altro chicchirichì con l’enfasi del ruggito di un leone, i capelli appiccicati alla faccia, la cresta di gallo che si agita sulla sua testa, la maschera con il becco che pende dalla sua mano.

Anna non l’ha mai visto così esaltato. Con quella gioia selvaggia nello sguardo le sembra pure più bello, nonostante il bargiglio posticcio che gli pende sotto il mento e le zampe da gallina che sbucano dal corpo piumato. Le scappa un sorriso intenerito, che in un attimo si allarga in una irrefrenabile risata. Ridendo si lancia fra la folla, scavalca la transenna, e vola al centro dell’arena.

Luca se la vede planare fra le braccia e si blocca: – E tu che ci fai qui? – le chiede, lo sguardo colpevole di un bambino trovato con le mani nel cestino delle uova.

Anna simula uno sguardo burbero: – Credevo di essere sposata a una drag queen, e invece mio marito è un gallo guerriero!

Luca la scruta diffidente.

Anna lo incalza – Allora? Hai altre domande sceme da farmi o vuoi deciderti a baciare la tua gallinella?

Luca la avvolge fra le piume, e ubbidisce docile.

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