SCRITTORE: Tarologa delle mie brame, dimmi: c’è ancora posto in questo mondo per chi vuole vivere come Tarzan nel fogliame?
TAROLOGA: Eh, stavolta l’associazione è facile.
SCRITTORE: Sentiamo.
TAROLOGA: Ti riferisci alla famiglia nel bosco.
SCRITTORE: Bingo!
TAROLOGA: Non si parla d’altro in questi giorni.
SCRITTORE: Il caso è sconfinato anche sui tavoli della politica.
TAROLOGA: Quei poveri bambini… Costretti a vivere fuori dal mondo, senz’acqua né elettricità, zero rapporti sociali. Mi ricorda un film di qualche anno fa, aiutami, come s’intitolava?
SCRITTORE: Ah sì! Captain Fantastic, con Viggo Mortensen. Anche là i genitori erano convinti che si potessero educare i figli in un bosco, al di fuori di qualsiasi convenzione sociale.
TAROLOGA: Appunto, i genitori. E i figli? Nel film, se non ricordo male, non tutti i figli erano d’accordo con quello stile di vita.
SCRITTORE: Se tutti sono consenzienti e nessuno al di fuori riceve danno, io non ci vedo nessun problema. Anzi, il principio di cui sopra lo proporrei come articolo zero della costituzione.
TAROLOGA: Mi sembra un tema caldo da trasmettere al nostro infallibile strumento.
SCRITTORE: Sono d’accordo, vediamo cosa ci dicono le carte.
TAROLOGA: (Trasforma l’ordine del mazzo in un caos di carte sparpagliate sul tavolo, poi attira verso di sé il passato, il presente e il futuro)
SCRITTORE: Tiraggio chiuso…
TAROLOGA: La base è fatta di saggezza, valori, regole socialmente riconosciute. Questo è il primo messaggio che i Tarocchi lanciano sull’importanza dell’altro da noi, delle relazioni.
SCRITTORE: Una risposta come sempre precisa e puntuale.
TAROLOGA: Il Papa parla di una vita costruita con serietà: un impegno, una scelta fatta partendo da basi solide, un progetto di vita o lavoro basato su fiducia e integrità.
SCRITTORE: Quindi non si parte dal caos, si parte dal “giusto”. Tutto il contrario della famiglia nel bosco.
TAROLOGA: Ma, attenzione: nonostante la solidità del Papa, il Bateleur ci dice che si apre un nuovo inizio.
SCRITTORE: Con questi Tarocchi non si può mai mettere un centesimo in banca.
TAROLOGA: L’Arcano I porta un’energia diversa, quella del principiante: curiosità, creatività e voglia di rimettersi in gioco.
SCRITTORE: Ricominciare da zero?
TAROLOGA: Da uno, direi. La solidità del Papa diventa coraggio nel Bagatto.
SCRITTORE: Purché non sia un salto nel buio.
TAROLOGA: No, la carta del Mondo ci mette al sicuro: è la strada per la realizzazione completa. Ciò che sta iniziando avrà davvero un senso, tutte le tappe della tua vita si uniranno in armonia, tutto troverà il suo posto.
SCRITTORE: Stai dicendo che un ciclo si chiude con soddisfazione, senza rimpianti?
TAROLOGA: Ricominciare non è un tornare indietro, è il coronamento di ciò che hai fatto fin qui.
SCRITTORE: Ho appena coronato il progetto di una storia.
TAROLOGA: E io mi metto in pausa.
SCRITTORE: Frida è una giovane donna single che vive in un frugale appartamento di una metropoli asfissiante. Disoccupata, priva di una formazione specifica al di fuori dei suoi interessi verso il variegato mondo dell’olismo e della new-age, si è a poco a poco trasformata in un’agguerrita complottista. Qualunque fatto o fenomeno le capiti intorno, lei lo attribuisce a una minaccia incombente che prima o poi sterminerà il genere umano: antenne sui tetti, aerei che sfrecciano nel cielo, persino la pioggia, non fanno parte dell’ordinario quotidiano ma sono strumenti al servizio di un potere occulto che si ripromette di avvelenare il mondo con radiazioni cancerogene e composti chimici architettati in laboratori segreti.
TAROLOGA: Il lato oscuro delle regole e della socialità.
SCRITTORE: Schiacciata da un mondo che considera sempre più ostile Frida vorrebbe imprimere una svolta alla sua vita ma la mancanza di mezzi economici le impedisce di tradurre in realtà questa sana esigenza.
TAROLOGA: Finché, un giorno…
SCRITTORE: Esatto. Finché, un giorno, la morte di un vecchio zio che lei aveva sempre accudito non le consente di spiccare il grande salto.
TAROLOGA: Un’eredità?
SCRITTORE: Oggi le indovini tutte! Un’eredità, sì. Più che altro un rudere sperduto in una zona impervia del paese, fra le montagne, a distanza di sicurezza dal clima mefitico della città. Frida non ci pensa due volte: disdice il contratto d’affitto, raduna le sue cose – poche, a dire il vero – e si trasferisce nella sua nuova residenza. Coi risparmi che aveva accumulato inizia a ristrutturare il rudere. I rapporti che stringe con gli agricoltori e i manovali della zona le consentono di convertire in orto il terreno intorno alla casa, si procura una mucca e delle galline, insomma, in tempi ragionevolmente rapidi mette in piedi una fattoria che si autosostiene.
TAROLOGA: Manca solo l’amore.
SCRITTORE: Il nuovo stato di cose permette a Frida di addolcire quei modi un po’ ruvidi che in città le avevano sempre impedito di coronare il sogno di una relazione. Per farla breve conosce Olimpio, un bracciante che abita nei paraggi, anche lui noto per essere un tipo schivo e solitario. Fra i due si stabilisce un originale rapporto: Olimpio aiuta Frida nei lavori di consolidamento della fattoria; Frida, grazie alle tecniche di massaggio che ha approfondito nel corso degli anni, riduce e poi elimina gli acciacchi che perseguitano Olimpio da quando si è dato ai lavori pesanti.
TAROLOGA: Si sposeranno? Faranno dei figli che educheranno nello stato di natura, al sicuro dalle minacce della società?
SCRITTORE: Un minimo di lavoro lasciamolo ai nostri lettori, che ne pensi? Che non siano soltanto Frida e Olimpio a faticare!
TAROLOGA: Dimmi solo se si sposano.
SCRITTORE: Devo andare, scusami, fra poco apre l’orto urbano. Con gli orari sono fiscali.
TAROLOGA: L’orto cosa?
SCRITTORE: Quegli appezzamenti di terreno che l’amministrazione comunale destina all’uso e al consumo dei cittadini.
TAROLOGA: E che ci vai a fare?
SCRITTORE: Sai, coi tempi cupi che corrono… Ho deciso che voglio imparare a coltivare.



