SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: dimmi, riusciremo a evocare immagini con la stessa limpidezza e vivacità di come faceva Achille Beltrame?
TAROLOGA: Certo che sei veramente incredibile.
SCRITTORE: In che senso?
TAROLOGA: Mi riferisco alle rime. Non oso chiederti chi o cosa sei andato a scomodare stavolta.
SCRITTORE: Ma scherzi? Achille Beltrame è stato uno dei più grandi illustratori della storia d’Italia. Ha disegnato le copertine della Domenica del Corriere per quasi mezzo secolo.
TAROLOGA: Ho capito a chi ti riferisci. Mi fai venire in mente che in uno scaffale defilato della libreria conservo un volume che le comprende tutte.
SCRITTORE: Una strana coincidenza.
TAROLOGA: A casa mia si chiama sincronicità. Da quello che ricordo, sono copertine di forte impatto emotivo, che esprimono la tragicità dei momenti cruciali della nostra storia nazionale.
SCRITTORE: Secondo Dino Buzzati è stato grazie alle copertine di Beltrame che tanti fatti accaduti in quegli anni, sia grandi che piccoli, siano arrivati a conoscenza del pubblico, sia grande che piccolo.
TAROLOGA: D’accordo, ti faccio passare la rima. Inserirò Beltrame nella lista ufficiale delle parole.
SCRITTORE: L’esempio di Beltrame è calzante per tirare in ballo una capacità che ogni scrittore deve saper dimostrare. Quella di evocare immagini chiare e distinte nella mente di chi legge.
TAROLOGA: Non credi che uno scrittore debba essere giudicato per la bellezza e ricercatezza delle sue parole?
SCRITTORE: Circa la secolare contesa fra parola e immagine mi piacerebbe che fossero i Tarocchi a formulare un parere.
TAROLOGA: (Senza proferir parola mette mano al mazzo e lo sparge sul tavolo. Dal mucchio di carte coperte estrae e poi svela tre immagini).

TAROLOGA: Questa settimana, guarda caso, si parla di processo creativo: dall’ispirazione all’istituzione.
SCRITTORE: L’Imperatrice e l’Imperatore agli estremi mi fanno pensare ai due contendenti in ballo – parola e immagine – che partoriscono i frutti indicati dal Sole.
TAROLOGA: Imperatrice e Imperatore, nei Tarocchi di Marsiglia, sono quella che viene chiamata “coppia perfetta”, cioè due carte i cui significati si completano a vicenda. L’Imperatore realizza, dà struttura e solidità all’idea dell’Imperatrice.
SCRITTORE: Come dire che la concretezza della parola schematizza il flusso caotico delle immagini.
TAROLOGA: L’Imperatrice crea in totale libertà, rappresenta il momento in cui l’idea prende forma nella mente e nel cuore. È la carta della creatività fertile, della capacità di immaginare e mettere in moto qualcosa di nuovo. Mentre l’Imperatore chiude il ciclo creativo trasformando la visione in struttura
concreta.
SCRITTORE: I due momenti sono complementari e non si escludono a vicenda.
TAROLOGA: Nella fase dell’Imperatrice le intuizioni e le ispirazioni sono abbondanti, in quella dell’Imperatore si definiscono i contorni di ciò che si vuole creare, una forma, un linguaggio.
SCRITTORE: E il Sole al centro?
TAROLOGA: L’Arcano XVIIII rappresenta la visibilità, l’esposizione. È il momento in cui il progetto può essere portato allo scoperto, condiviso e fatto oggetto di collaborazione produttiva. In questa fase è importante il lavoro di squadra, la fiducia reciproca e una comunicazione trasparente.
SCRITTORE: In conclusione, per i Tarocchi pensiero per immagini e pensiero verbale sono chiamati a collaborare per dare luogo a una storia memorabile.
TAROLOGA: E tu? Niente storie memorabili oggi?
SCRITTORE: Come no, me ne è giusto venuta in testa una.
TAROLOGA: Con protagonista una scrittrice, scommetto.
SCRITTORE: No, con protagonista te.
TAROLOGA: Io?
SCRITTORE: Non te in quanto cittadina italiana iscritta all’anagrafe. Intendo una tarologa.
TAROLOGA: Ah.
SCRITTORE: Lei si chiama Joséphine, è una donna quarantenne che vive in Francia e di mestiere fa la tarologa. Non una qualsiasi, lei è richiesta da personaggi di spicco sia dello spettacolo che della politica: le immagini che evoca sono capaci di suggerire soluzioni che si rivelano azzeccate per risolvere qualunque problema. Un giorno succede che qualcuno ruba dal Louvre i gioielli di Napoleone III…
TAROLOGA: Quelli di proprietà dell’Imperatore Bonaparte e dell’Imperatrice Eugénie? Ma è avvenuto sul serio questi giorni!
SCRITTORE: Embè? Non è lecito che uno scrittore mescoli la realtà con la fantasia? Insomma, dopo settimane che non si riesce a venirne a capo, la Polizia Nazionale decide di ricorrere a Joséphine come consulente. L’ispettore Vidocq, responsabile delle indagini, a dire il vero è contrario, lui è il tipico investigatore alla Dupin o Maigret che ragiona per deduzioni logiche ed esclude che le discipline cosiddette esoteriche possano dare un contributo. Tuttavia, a causa delle pressioni dall’alto è costretto a cedere e inizia la collaborazione con Joséphine.
TAROLOGA: S’innamorano?
SCRITTORE: Ecco, lo sapevo. La relazione comincia all’insegna di un sanguigno antagonismo, ognuno dei due si mantiene saldo sulle proprie posizioni e le indagini non escono dalla fase di stallo. Ma poi, come insegna il Sole, i due giungono a una mediazione. Alcune felici intuizioni di Joséphine mettono l’ispettore Vidocq sulla strada giusta…
TAROLOGA: Dietro chi c’è: un fantasma che agisce nella penombra tipo Belfagor o un’organizzazione criminale strutturata, tipo la mafia corsa?
SCRITTORE: Ho paura che la storia si fermi qui.
TAROLOGA: M’intrigava questo romanzo con protagonista una tarologa. Potresti scriverlo tu!
SCRITTORE: Sai che non è male come proposta. Con le parole più o meno me la cavo. Per le immagini… beh, ci saresti tu, giorno e notte, a darmi spunti e intuizioni. Ti andrebbe di collaborare?
TAROLOGA: Ehm… forse è meglio se ne riparliamo un’altra volta. Ho fretta di andare.
SCRITTORE: Devi dare da mangiare al gatto?
TAROLOGA: No, vado a recuperare quel volume.
SCRITTORE: Quale volume?
TAROLOGA: Quello delle copertine di Beltrame. D’un tratto mi è venuta la curiosità di dargli uno sguardo.



