SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: dimmi, è possibile che un raggio di luce abbia penetrato il cumulo di detrito e rottame?
TAROLOGA: Questa settimana sono accaduti fatti che lasciano ben sperare. Ti riferisci all’accordo di pace a Gaza, non è vero?
SCRITTORE: Quello è importantissimo perché interrompe una strage d’innocenti che ci teneva tutti col fiato sospeso. Però no, mi riferivo a un altro evento che ha a che fare con la pace.
TAROLOGA: Ah, la proclamazione del premio Nobel.
SCRITTORE: L’hanno assegnato a María Corina Machado, leader dell’opposizione in Venezuela. Mi piace, primo, perché è una donna; secondo, perché si oppone a un dittatore sanguinario e anaffettivo come Maduro, emanazione diretta di uno che era ancora peggio, Hugo Chávez.
TAROLOGA: In rete già fioccano i commenti dei detrattori: che la Machado è di destra, che è amica di Trump…
SCRITTORE: C’è gente che non sa nemmeno in che emisfero si trova il Venezuela e d’un tratto si scopre esperta di politica internazionale.
TAROLOGA: Certo, Trump c’è rimasto male. Sperava di accattarselo lui il premio Nobel per la pace.
SCRITTORE: Penso a Bob Dylan che non è nemmeno andato a ritirarlo il premio Nobel, mentre Trump… è l’unico nella storia che lo ha richiesto pubblicamente.
TAROLOGA: Ora metterà i dazi a Svezia e Norvegia.
SCRITTORE: Ikea sarà costretta a trasferire le fabbriche in Alaska. O in un altro stato degli USA ricco di foreste.
TAROLOGA: Mi sa che stiamo divagando.
SCRITTORE: Hai ragione, mi piacerebbe interrogare i Tarocchi sul momento attuale, chiedere loro cosa ci aspetta, se davvero si è aperto un periodo di pace e fratellanza.
TAROLOGA: (Annuisce in silenzio, dopodiché sparge le carte sul tavolo e ne porta tre in primo piano).

SCRITTORE: Appeso, Diavolo… a occhio non direi che ci attende un futuro di zucchero e miele.
TAROLOGA: Procediamo per gradi, iniziando dalla Forza, che qui è spinta vitale che non si rassegna all’immobilità.
SCRITTORE: Mi fa pensare al movimento di solidarietà per i palestinesi che ha riempito le piazze di mezzo mondo.
TAROLOGA: La Forza è la parte di noi che vuole aprire un varco, quella che ancora crede nel potere della trasformazione anche quando tutto sembra fermo.
SCRITTORE: Che immagine potente!
TAROLOGA: Ma la sua determinazione si scontra con una resistenza che può essere esteriore o interiore, qualcosa che non cede facilmente.
SCRITTORE: Puoi fare tutte le manifestazioni che vuoi, però se di fronte hai gente come Putin, Trump, Maduro e compagnia bella.
TAROLOGA: Si desidera vivere pienamente, ma si ha la sensazione di essere trattenuti.
SCRITTORE: Siamo passati all’Appeso.
TAROLOGA: Quella dell’Appeso è una fase in cui tutta l’energia è imprigionata. Una parte di noi ha deciso di rimanere ferma, forse per paura, senso di colpa o, magari, per non tradire un vecchio equilibrio.
SCRITTORE: Non può essere anche una forma di resistenza?
TAROLOGA: Ci sta. Mentre la Forza preme per uscire, l’Appeso resiste ed è in questa tensione che trova la chiave per liberarsi dalla corda.
SCRITTORE: Però casca tra le braccia, anzi tra le corde, del Diavolo.
TAROLOGA: Il Diavolo, come dice Jodorowsky, non va combattuto ma visto e riconosciuto. “Lo tienes que ver y nombrar”, diceva una mia insegnante: lo devi vedere e chiamare per nome.
SCRITTORE: Ne avrei così tanti di nomi da affibbiargli.
TAROLOGA: In effetti bisogna fare attenzione, perché il Diavolo per sua natura tende a manipolare. Si potrebbe cadere… dalla padella alla brace!
SCRITTORE: Sulla brace ho una storia che si è arrostita a sufficienza.
TAROLOGA: Assaggiamola, vai.
SCRITTORE: Zoe è un’attivista per i diritti umani che viaggia da un Paese all’altro del pianeta per difendere le minoranze dai soprusi dei potenti.
TAROLOGA: Una che si imbarcherebbe sulla Flotilla, tanto per capirci.
SCRITTORE: Sì, quel tipo di profilo. Dovunque un regime autoritario minaccia di schiacciare i deboli, lei si adopera per aprire una breccia. Certo, a volte lo fa con troppa esuberanza.
TAROLOGA: È una delle prerogative della Forza.
SCRITTORE: Difatti, mentre manifesta in un paese dell’est europeo il cui presidente non si può certo definire un paladino della democrazia, viene arrestata e incriminata per aver aggredito dei militanti della fazione contraria.
TAROLOGA: Mmm… queste vicende suonano familiari.
SCRITTORE: Subisce un processo, rischia di essere imprigionata nelle terribili carceri di quel Paese.
TAROLOGA: L’Appeso che incombe.
SCRITTORE: Però interviene la comunità internazionale, quella stessa massa rivoluzionaria che lei ha sempre sostenuto e che adesso si mobilita per liberarla. Addirittura, viene candidata alle elezioni del Parlamento europeo, viene eletta e ciò le consente di godere dell’immunità.
TAROLOGA: Non mi stupirei se nel voto per prolungarle l’immunità la tua protagonista vincesse per un solo voto.
SCRITTORE: Zoe continua la sua parabola ascendente in politica, diventa segretaria del suo partito e al culmine della carriera assume un ruolo di primissimo piano: capo del governo, presidente della commissione europea, fai tu.
TAROLOGA: Stiamo entrando nel campo gravitazionale del Diavolo.
SCRITTORE: Più Zoe risale da un gradino all’altro della gerarchia, più assume quei connotati del dittatore che negli anni della militanza aveva combattuto. Il mancato ottenimento del premio Nobel per la pace, che tanto aveva caldeggiato al punto di minacciare il Comitato selezionatore, è un duro colpo da accettare, ma allo stesso tempo le permette di riflettere e rendersi conto di aver rinnegato gli ideali per i quali aveva sempre combattuto.
TAROLOGA: E allora che fa, si dimette? O dichiara guerra alla Scandinavia?
SCRITTORE: Come di norma, non saremo noi a rispondere a queste domande.
TAROLOGA: Peccato, la storia meritava.
SCRITTORE: Il finale lo scriverà uno dei nostri lettori.
TAROLOGA: E magari vincerà il premio Nobel per la letteratura, perché no.



