SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: dimmi, scriverà mai un libro colui che passa le giornate a moltiplicare le vie dell’umano truffame?
TAROLOGA: Non so se far rientrare “truffame” fra i neologismi ammessi. Comunque, per oggi ho deciso di chiudere un occhio.
SCRITTORE: Apprezzo la tua clemenza.
TAROLOGA: Più che altro perché la rima ha stimolato la mia curiosità. Stai forse alludendo a situazioni, cose, nomi…
SCRITTORE: …animali, sì, e soprattutto città. Mi riferisco allo scandalo immobiliare che è scoppiato di recente a Milano.
TAROLOGA: Che vergogna! A giudicare dalle notizie erano tutti collusi: giunta comunale, funzionari, architetti con o senza stelle.
SCRITTORE: Un sistema che accettava soltanto il marcio ed escludeva il sano. Come accade spesso in Italia, da nord a sud, non solo in ambito immobiliare. Basti pensare alle aziende, alle facoltà universitarie… spesso ho l’impressione che per scalare i gradini delle gerarchie, nel nostro pittoresco paese, basti dimostrare di essere disonesti. O quanto meno incapaci.
TAROLOGA: Se chi è preposto al controllo è fatto della stessa pasta di chi deve essere controllato, dubito che qualcosa cambierà.
SCRITTORE: Un conto è una sana ambizione, altra cosa è il delirio di onnipotenza. Questi qua pensavano di fare il bello e il cattivo tempo, passando sopra la gente onesta e le istituzioni.
TAROLOGO: Pericoloso è il delirio di onnipotenza.
SCRITTORE: Ora non ricominciare a parlarmi come Yoda di Star Wars.
TAROLOGA: Perché, una volta smascherato, si lascia alle spalle vuoto e depressione. Non mi stupirei se al consolidarsi delle accuse questi personaggi cominciassero a suicidarsi uno dietro l’altro.
SCRITTORE: Povera patria, diceva il saggio. Secondo te sarà mai possibile un’inversione di tendenza? Non sto parlando dell’avvento del Messia o di un’invasione aliena, no, mi riferisco a una generazione di gente onesta che spazzi via marciume e truffame. Ha senso avere una simile speranza?
TAROLOGA: Vogliamo chiedere a chi di dovere?
SCRITTORE: Un mazzo di carte ci salverà!
TAROLOGA: (Con la consueta dose di attenzione, sparpaglia le carte sul tavolo e, da punti diversi del cumulo, asporta le tre carte).

SCRITTORE: Un tiraggio al femminile.
TAROLOGA: Di per sé è già una risposta.
SCRITTORE: Intendi che saranno le donne a invertire la tendenza?
TAROLOGA: Beh, se ai vertici delle suddette istituzioni ci fossero più donne che uomini sono sicura che la musica sarebbe diversa. Però, non ci perdiamo in chiacchiere e analizziamo le carte.
SCRITTORE: Voglio che mi diano un suggerimento più concreto del solito.
TAROLOGA: Con la Forza riconosci i tuoi limiti e il peso del controllo. Probabilmente hai portato avanti e per le lunghe una situazione lavorativa o personale con molta autodisciplina, controllando emozioni, insoddisfazioni e reazioni. Questo comportamento ti costa molto sotto il profilo del dispendio energetico e non sta determinando un beneficio.
SCRITTORE: Non si può reggere tutto da soli.
TAROLOGA: E neanche all’infinito, come suggerisce il cappello della Forza. A un certo punto ti devi chiedere cosa vuoi sopportare e cosa no; chiederti se non stai esagerando nell’esercizio del controllo e quanta parte di te stesso si esprime veramente.
SCRITTORE: Magari mi viene in aiuto la Papessa.
TAROLOGA: Con la Papessa ascolti la tua intuizione profonda e ti prepari al cambiamento. Devi fare chiarezza dentro di te prima di agire. Analizza bene la situazione, intercetta i segnali che la tua parte più nascosta ti invia e tienine traccia.
SCRITTORE: Cioè, non bisogna mai lanciarsi senza paracadute.
TAROLOGA: Datti il tempo necessario, ma non oltre. Potresti passare dall’attendere per saggezza all’attendere per paura.
SCRITTORE: Tutto questo per ottenere i doni che, immagino, sono custoditi nella Torre.
TAROLOGA: Si chiama Maison Dieu, non Torre.
SCRITTORE: Ehm… scusa. Cosa vuole suggerirmi questa carta?
TAROLOGA: Parla di nuove opportunità, ma che si potranno realizzare solo lasciando andare ciò che è già crollato dentro di te. Chiedi e ti sarà dato. Però bisogna saper chiedere ed essere pronti a lasciare andare ciò che non ci rappresenta più. Solo così ci renderemo disponibili ad accogliere nuovi doni.
SCRITTORE: I Tarocchi mi hanno appena dato in dono una nuova storia.
TAROLOGA: Con una protagonista donna, voglio sperare.
SCRITTORE: La chiameremo Aurora. Un nome che evoca un nuovo inizio, una rinascita.
TAROLOGA: Grandi cose ci aspettiamo da lei.
SCRITTORE: È una funzionaria statale onesta e solerte che, sebbene ancora in giovane età, ha già scalato parecchi gradini della gerarchia assumendo ruoli dirigenziali. Per premiare la sua capacità, viene scelta come direttrice generale dell’ufficio della sua regione che si occupa delle gare d’appalto in ambito immobiliare.
TAROLOGA: Per togliersi di torno una persona scomoda basta mandarla nell’occhio del ciclone.
SCRITTORE: Aurora ne è cosciente, però decide di sfruttare lo stesso l’opportunità. Anzi, lo sai che fa? Chiede ai suoi superiori di aspettare a ufficializzare la nomina e propone loro di fare un esperimento.
TAROLOGA: Non oso immaginare.
SCRITTORE: Vuole introdursi nell’ufficio appalti della Regione come una neoassunta qualsiasi, sotto false spoglie. Per rendersi conto se le tanto paventate anomalie, spesso sbandierate dalla stampa, nascono dall’interno della struttura o dipendono dalle relazioni con l’esterno.
TAROLOGA: Dubito che una proposta del genere possa essere accettata.
SCRITTORE: Oltre ai fisiologici detrattori, Aurora dispone di qualche aggancio nelle alte sfere che approva i suoi metodi. Così, nonostante l’esperimento sarà sottoposto a scadenza, viene accontentata.
TAROLOGA: Sola contro tutti.
SCRITTORE: Ben presto si accorge che le situazioni poco limpide denunciate dall’opinione pubblica si verificano in forma embrionale nella vita lavorativa di tutti i giorni. Sotto forma di sotterfugi, invidie, prevaricazioni, nel nome delle quali è lecito violare le regole più elementari. Aurora stessa, che ha impostato la sua missione sul rispetto più totale dei principi etici di cui l’ufficio si considera portatore, viene fatta oggetto di minacce e ritorsioni meschine. Capisce che soltanto una campagna moralizzatrice che parta dal basso può immettere nel sistema quegli anticorpi in grado di evitare gli scandali più clamorosi.
TAROLOGA: Allora che fa: rivela a tutti che è la nuova direttrice?
SCRITTORE: Il suo autocontrollo viene messo a dura prova, ma lei tiene duro. Vuole che il coltello penetri fino in fondo nella piaga. Nello stesso tempo osserva e analizza, documentando tutto ciò di cui è testimone e vittima per compilare il dossier che consegnerà ai suoi superiori. Ma sul più bello, quando sta per smascherare l’anima nera che muove i fili di quell’inferno dalle sembianze legali, i suoi capi decidono d’interrompere l’esperimento.
TAROLOGA: Prima della scadenza?
SCRITTORE: Eh sì. Sta smuovendo troppa… ehm, troppo fango. I risultati, come si dice in questi casi, hanno superato le premesse.
TAROLOGA: E allora? La sua nomina viene finalmente ufficializzata? Oppure decidono che non è la persona adatta per rivestire la carica e si rimangiano la parola?
SCRITTORE: Direi che per oggi ci fermiamo qui e passiamo il testimone, o meglio la penna e l’inchiostro, ai nostri lettori.
TAROLOGA: Ti prego, stavolta no. Ho il sacrosanto diritto di sapere come finirà questa storia!
SCRITTORE: Mi stai chiedendo di violare la numero uno delle nostre regole?
TAROLOGA: Non ci vedrei nulla di scandaloso.
SCRITTORE: Quasi quasi ci faccio un pensierino. Ma tu… saresti anche disposta a pagare?



