SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: dimmi, urleremo abbastanza forte da bucare l’infosfera e il suo mediatico ciarpame?
TAROLOGA: Uhm. Anche stavolta tocchi un tema d’importanza planetaria.
SCRITTORE: L’hai detto. Quando eravamo piccoli aveva senso parlare di contesti locali. Il paese, la città, la nazione. Adesso, con la selva di satelliti che ci ronza sulle teste, siamo immersi in una nube d’informazioni che ci collega tutti.
TAROLOGA: Nube soporifera, specificherei.
SCRITTORE: Il rischio è proprio quello: diventare insensibili.
TAROLOGA: In che senso?
SCRITTORE: Ti faccio un esempio. La campagna militare d’Israele nella striscia di Gaza.
TAROLOGA: Se ne parla tutti i giorni a tutte le ore su tutti i canali televisivi e radiofonici.
SCRITTORE: Appunto. A forza di ascoltare lo stesso messaggio all’infinito, quel messaggio perde il suo contenuto informativo e diventa abitudine.
TAROLOGA: Stai insinuando che potrebbe trattarsi di un disegno architettato dai media? Bombardarci a oltranza con le stesse notizie in modo da farci diventare indifferenti alle stesse?
SCRITTORE: Indifferenti e insensibili.
TAROLOGA: Spero sia un eccesso di complottismo. Perché, se così non fosse, ci aspetterebbe un futuro da burattini e marionette.
SCRITTORE: Altrimenti come spiegheresti l’ascesa al potere dei personaggi loschi che ci governano? Se la gente conservasse ancora un pizzico di senso critico, Trump, Putin e compagnia cantante non vincerebbero nemmeno alle elezioni condominiali.
TAROLOGA: L’unica soluzione è affidarci ai Tarocchi.
SCRITTORE: Tu dici che basteranno per sgretolare le maglie d’acciaio dell’infosfera?
TAROLOGA: (Senza rispondermi, ma con la convinzione che dietro le carte che sta sparpagliando sul tavolo agisca qualche metafora di portata universale, procede alla scelta).

TAROLOGA: Personaggi di elevato spessore ci suggeriscono oggi le carte.
SCRITTORE: Ora mi ricordi Joda di Star Wars.
TAROLOGA: Papa e Papessa nello schema degli Arcani Maggiori formano una coppia perfetta. Lei studia, immagazzina conoscenze. Lui trasmette all’esterno quelle conoscenze.
SCRITTORE: Bene, dunque, no?
TAROLOGA: No, perché si guardano a vicenda. Per esprimere il loro potenziale, Papa e Papessa si devono dare le spalle. Ognuno deve guardare al di fuori della coppia. In questo modo le loro conoscenze vengono messe al servizio del mondo e non destinate al loro consumo privato.
SCRITTORE: Mi sembra molto in tema con i discorsi di poco fa.
TAROLOGA: Differenze sostanziali passano fra trasmissione e accumulo di informazioni.
SCRITTORE: E quell’Imperatore alla fine? Sembra tenere d’occhio le manfrine fra il Papa e la Papessa.
TAROLOGA: Se il Papa rappresenta il potere spirituale, l’Imperatore rappresenta quello temporale. È la carta del pragmatismo, del comportamento concreto, del fare rispetto al pensare.
SCRITTORE: Degli interessi materiali rispetto al senso critico che evocavamo prima.
TAROLOGA: Lo scettro dell’Imperatore è simbolo del suo potere. Se ci fai caso lo scettro è rivolto alla coppia Papa-Papessa. Vuol dire che è suo preciso interesse che il Papa e la Papessa facciano un uso egoistico delle loro conoscenze e non le mettano al servizio degli altri.
SCRITTORE: Bene, ho tutti gli elementi per raccontare una storia.
TAROLOGA: Ho come l’impressione che non si distaccherà dal tema della giornata.
SCRITTORE: La protagonista si chiama Sofia e fa la giornalista. Lavora come cronista nel principale
quotidiano della sua città. Ha l’ambizione di diventare una giornalista da premio Pulitzer, però i boss della redazione le tarpano le ali. Non che passi le giornate a scrivere necrologi, ma poco ci manca. Finché un giorno, a causa dell’assenza per malattia di un collega, il viceredattore la incarica di occuparsi di un caso di cronaca che promette scintille: un uomo e una donna si sono introdotti nel reparto di neonatologia di un noto ospedale e hanno rapito un neonato spacciandolo per il proprio figlio. Sofia non si lascia sfuggire l’occasione e scrive un articolo che viene apprezzato sia dalla redazione che dai lettori.
TAROLOGA: La promuovono?
SCRITTORE: No. Ma prima di tornare al suo lavoro di bassa manovalanza viene contattata da uno sconosciuto che le chiede un incontro. Il tizio è al corrente di un traffico illecito di neonati che coinvolge cliniche private e ospedali pubblici. Ha letto l’articolo e si è convinto che Sofia sarebbe la persona adatta per scrivere un reportage e rendere pubblico quel crimine.
TAROLOGA: Lei naturalmente accetta.
SCRITTORE: All’inizio procede in autonomia, ritagliandosi gli spazi per condurre le ricerche tra gli articoletti poco impegnativi che il giornale le chiede di scrivere. Non solo accumula prove e documenti sul presunto giro di neonati e adozioni illegali, ma a forza di indagare consolida un’ipotesi a dir poco inquietante: che cioè fra i genitori adottivi dei bambini rubati ci siano pezzi grossi dell’entourage politico del suo paese. Fra i quali, addirittura, la presidente del governo.
TAROLOGA: Il gioco si fa rischioso.
SCRITTORE: Sofia capisce che ha bisogno della copertura del giornale, così ne parla con il redattore. Il capo dimostra interesse per le ricerche che sta conducendo però, inspiegabilmente, ogni volta che c’è da accelerare rallenta. Alla fine, chiama Sofia nel suo ufficio e, seppure con rammarico, la invita a sospendere il reportage per evitare che il giornale subisca gravi ripercussioni.
TAROLOGA: E lei? Obbedisce o si accolla i rischi di un’indagine freelance? Saranno i nostri lettori a rispondere, vero?
SCRITTORE: Guarda, fosse per me uno strappo alla regola lo farei, però mi aspettano alla manifestazione.
TAROLOGA: La manifestazione? Quale manifestazione?
SCRITTORE: Quella a favore di Gaza.
TAROLOGA: Ti facevo allergico a manifestazioni e altri eventi di massa.
SCRITTORE: Stavolta ho deciso di andarci. Così non divento insensibile.



