SCRITTORE: Tarologa de mis anhelos: dime, nos espera un futuro de historias o de duelos?
TAROLOGA: Oggi chi ti ha dato l’ispirazione, Miguel De Cervantes?
SCRITTORE: No, Pedro Sanchez.
TAROLOGA: E chi è?
SCRITTORE: Il premier spagnolo. Fra i paesi leader della comunità europea, la Spagna è l’unico che ha rifiutato l’accordo sulle spese militari.
TAROLOGA: Sì, ho sentito. Per ritorsione Donald Trump ha minacciato di raddoppiare i dazi alla Spagna.
SCRITTORE: Ti rendi conto in che direzione sta andando il mondo? Invece di accantonare il 5% del PIL per la cultura, la formazione, la scuola, lo fanno per produrre più armamenti.
TAROLOGA: Così la gente diventa sempre più ignorante.
SCRITTORE: E se diventa più ignorante, può essere manipolata con più facilità.
TAROLOGA: E se viene manipolata con più facilità, alle elezioni vota per i leader che cercano di mantenerla ignorante.
SCRITTORE: Che a loro volta prenderanno decisioni che renderanno la gente ancora più ignorante e manipolabile.
TAROLOGA: È un circolo vizioso.
SCRITTORE: Come facciamo a romperlo?
TAROLOGA: Proviamo con i Tarocchi.
SCRITTORE: Dubito che ci riusciranno. In ogni caso, tentar non nuoce.
TAROLOGA: (Sicura di potersi giocare le sue carte, preleva tre Arcani Maggiori dal mazzetto sparpagliato sul tavolo).

SCRITTORE: Quel Diavolo al centro degli sguardi non ispira di certo ottimismo.
TAROLOGA: Iniziamo dal Papa, che rappresenta la ricerca di stabilità. Una guida. Una voce superiore che
“bene dice” e non mente.
SCRITTORE: Ce ne saranno al giorno d’oggi?
TAROLOGA: Può indicare una fase in cui ci si affida a ciò che è giusto secondo un’autorità esterna. Una figura, un sistema, un’istituzione. Si sta cercando un posto all’interno di un ordine più ampio che rassicuri attraverso un sistema di regole interiorizzate.
SCRITTORE: Più che rassicurazione, mi sembra un salto nel buio.
TAROLOGA: Infatti il Diavolo in posizione centrale manifesta la tensione che si nasconde dietro le apparenze ordinate del Papa. È l’inconscio che bussa, l’ombra che reclama la sua importanza, la vitalità negata.
SCRITTORE: Come il Cancelliere Palpatine che in realtà è Darth Sidious.
TAROLOGA: Qui il Diavolo mostra che qualcosa ci tiene legati: una paura, un desiderio negato o represso. Proprio da quella morale che pensa di poter tenere tutto sotto controllo e che non sempre è l’unica strada giusta.
SCRITTORE: Anche Temperanza, alla fine, ha lo sguardo rivolto al Diavolo.
TAROLOGA: Temperanza offre una chiave preziosa: non bisogna combattere né reprimere queste forze, ma rendersi “vaso”, come suggeriscono le brocche che tiene fra le mani, e trasformarle con pazienza e gentilezza.
SCRITTORE: Un approccio diplomatico, insomma.
TAROLOGA: Parlerei di alchimia degli opposti. Temperanza integra le parti luminose e quelle oscure. Crea uno spazio di dialogo interiore: dove il Papa ordina e il Diavolo sovverte, Temperanza media. Il segreto sta nella capacità di armonizzare.
SCRITTORE: Le forze in contesa dentro di me si sono appena armonizzate in una storia.
TAROLOGA: Dove ci teletrasporti questa settimana?
SCRITTORE: Ai tempi dell’Impero Romano. Finora non ci siamo mai cimentati con un romanzo storico.
TAROLOGA: E chi sarebbe il protagonista?
SCRITTORE: Publio Vegezio Renato.
TAROLOGA: Mai sentito.
SCRITTORE: Di lui si sa poco, in effetti. Per questo la sua vita si presta a essere romanzata.
TAROLOGA: E perché mai t’interessa?
SCRITTORE: Perché è stato lui a trasmettere ai posteri la frase “si vis pacem, para bellum”.
TAROLOGA: Se vuoi la pace, prepara la guerra. Slogan quanto mai sulla bocca dei nostri leader.
SCRITTORE: A forza di sentirla pronunciare, Vegezio si sarà rivoltato nella tomba.
TAROLOGA: Era un militare?
SCRITTORE: Vegezio non ha mai indossato una corazza o brandito un’arma in tutta la sua vita. È un funzionario del tardo Impero Romano. Quinto secolo dopo Cristo. Intorno a sé vede le vestigia dell’età aurea che scricchiolano sotto le spallate delle correnti migratorie che di lì a pochi decenni decreteranno la definitiva caduta delle istituzioni. Per questo pensa che l’unica garanzia di pace sia armarsi fino ai denti, in modo che la pace non emerga come valore spontaneo e universale, ma dalla paura di una deflagrazione globale che cancelli il mondo. Sviluppa questi concetti all’interno di trattati che lo rendono uno scrittore affermato e gli permettono di viaggiare da un angolo all’altro dell’Impero alla ricerca di conferme dei princìpi con cui intende mediare le forze oscure con quelle luminose. Ma è solo un’illusione.
TAROLOGA: Viene smentito dai fatti?
SCRITTORE: Più che altro ne viene travolto. È il periodo della calata in Italia delle prime orde barbariche. Vegezio assiste, ma è più corretto dire che subisce, quella dei Goti di Alarico e degli Unni di Attila. Ha una tenuta fra Roma e la Toscana. I barbari gliela radono al suolo due volte, gli violentano e uccidono sia la moglie che le figlie. Lui si salva in circostanze fortunose, ma la sopravvivenza è più una condanna che un regalo del destino.
TAROLOGA: Si pente delle sue idee?
SCRITTORE: Lasciamo che siano i nostri lettori a decidere. Se Vegezio finisce i suoi giorni nel rimpianto, a maledire gli anni buttati nella redazione dei suoi trattati, o se riesce a ricostruirsi una vita accettabile dalle ceneri del passato.
TAROLOGA: Che storia triste…
SCRITTORE: È la guerra che porta tristezza. Sia quella preventiva che quella aggressiva.
TAROLOGA: Un messaggio che proviene dal passato, ma quanto mai attuale.
SCRITTORE: La verità è che il 5% del PIL per rafforzare gli armamenti non porterà a nulla di buono.
TAROLOGA: Dove mai potremmo emigrare per garantirci un futuro? Su Marte?
SCRITTORE: Mah, per adesso accontentiamoci della Spagna. Prima che anche lei ceda al peso dei dazi e al fascino perverso delle armi.



