SCRITTORE: Tarologa delle mie brame, dimmi: mi racconteresti una storia come se fosse una reclame?
TAROLOGA: Intendi una pubblicità?
SCRITTORE: Beh, una réclame, detto alla francese, è un messaggio sintetico e unidirezionale, che cioè non ammette repliche e ha lo scopo di pervenire a un risultato senza perdersi in inutili fronzoli o metafore.
TAROLOGA: Tutto il contrario delle storie che scrivi. O sbaglio?
SCRITTORE: Da un lato è così. Ma dall’altro, se vuoi offrire un prodotto che si dimostri al passo coi tempi, devi ridurre sia i tempi sia gli spazi. La gente non ha più la pazienza di mettersi là a leggere o ascoltare. La regola, purtroppo, vale anche per la letteratura.
TAROLOGA: Questo tuo cinismo mi stupisce.
SCRITTORE: Non a caso ci troviamo nell’era di ChatGPT e dell’intelligenza artificiale. Molti scrittori usano questi strumenti per arrivare al pubblico in modo più veloce.
TAROLOGA: Io sarò sempre un’incallita tradizionalista.
SCRITTORE: Oggi proviamo a essere sintetici, che ne dici?
TAROLOGA: (Un po’ contrariata, trasforma il mazzo in una nuvola di carte coperte da cui estrae le solite tre).

TAROLOGA: (Poi, senza proferire una sillaba, sottrae al cumulo un’ulteriore carta e la dispone alla sinistra del Carro, per coprire il suo sguardo).

SCRITTORE: Di solito, prima di chiudere il tiraggio, ti soffermi a commentare le prime tre carte.
TAROLOGA: Non me l’hai chiesto tu, scusa, di essere direttae sintetica? La pubblicità, l’intelligenza artificiale, la gente che ha fretta… già ci siamo scordati?
SCRITTORE: Uhm…
TAROLOGA: Ebbene, questa settimana ti commento le carte uscite senza indicare quali prima e quali dopo. Vediamo la storia nella sua interezza, dal passato al futuro da sinistra verso destra. Apre le danze l’arcano del Diable, da sempre elemento divisivo. Lui rappresenta un’origine intensa, a tratti oscura della nostra storia, forse un contesto caratterizzato da potere, manipolazione, trasgressione. Nella migliore delle ipotesi rapporti e situazioni poco chiare e illusorie che possono creare legami di dipendenza di ogni genere. Possono essere le certezze a cui ci siamo ancorati fino a quel momento, la nostra comfort zone. Subito dopo sembra che avvenga una reazione a questa situazione del passato. Il Carro indica una volontà di rivincita, il desiderio di mettersi in moto, di fuggire da quel passato che blocca con le sue corde qualunque possibile riuscita. È il momento in cui si prende in mano il proprio destino, inizia il viaggio verso il successo. Al presente abbiamo la carta del Mondo, ulteriore richiamo al viaggio. Abbiamo due carte, Carro e Mondo, che condividono la medesima parola chiave, il viaggio. Il viaggio sembra essere il fulcro della nostra storia, sia esso fisico che spirituale, perché porta a una realizzazione che trascende i limiti iniziali. Al futuro troviamo la Maison Dieux, o Torre che, posta dopo il Mondo, io interpreto come un momento di rottura: il colpo di scena, l’epilogo che sovverte le certezze. Anche dopo il Mondo, che è la carta della realizzazione totale, qualcosa crolla…
SCRITTORE: Alla faccia della velocità! Il tizio che in coda alle pubblicità dei farmaci dice di leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso ti fa un baffo!
TAROLOGA: Per venirti dietro sono rimasta senza fiato.
SCRITTORE: Allora proseguo io, mi hai fatto venire in mente una storia.
TAROLOGA: Mi raccomando: diretto e sintetico!
SCRITTORE: Lui e Lei sono una giovan
e coppia moderna, al passo coi tempi. Entrambi belli, ricchi e prestanti. Lei dirige un centro benessere, lui è un produttore televisivo. Hanno una vita erotica molto intensa, che praticano coinvolgendo partner occasionali, in modo aperto, senza sotterfugi, spesso concedendosi al sesso di gruppo o frequentando locali per scambisti. La loro vita trascorre in apparenza felice, ma la ricerca di situazioni erotiche sempre più stimolanti li costringe a una continua fibrillazione. Un giorno, al termine di un incontro poliamoroso con una coppia di amici, i due vengono a sapere di un resort, in Thailandia, per gente esclusiva come loro, dove il sesso viene praticato nelle forme più sofisticate, a contatto con una natura lussureggiante, per certi versi incontaminata. L’idea di risalire alle origini del sesso, così come praticato dagli uomini e dalle donne primitive senza alcuna sovrastruttura, induce i nostri eroi a prenotare il viaggio per immergersi nei piaceri arcani del resort. I due atterrano a Bangkok, un autista li attende all’aeroporto per portarli al villaggio che si trova in una zona interna del paese, raggiungibile solo con un mezzo attrezzato. Durante il trasferimento un violento temporale si abbatte sulla foresta che stanno attraversando a bordo della jeep, rendendo il sentiero impervio e a tratti pericoloso. Nonostante abbia percorso quel tragitto innumerevoli volte, l’autista affronta una curva con troppa disinvoltura; a causa del fango, il mezzo slitta e finisce fuori strada schiantandosi su un albero. L’autista muore nell’incidente, Lui e Lei se la cavano con qualche graffio. Una volta usciti dalle lamiere contorte della jeep, i due si apprestano a chiedere aiuto, ma scoprono che in quella zolla di giungla i cellulari non hanno copertura. Sono soli, nel mezzo di una foresta tropicale, alla mercé degli agenti naturali e delle bestie feroci. Il buon senso suggerirebbe di attendere, perché prima o poi al villaggio si renderanno conto del ritardo e manderanno un altro automezzo a recuperarli. Ma l’incapacità di gestire situazioni d’emergenza spinge i due a proseguire a piedi nel sentiero per cercare aiuto. Hanno con sé qualche alimento, una minima riserva d’acqua che ritengono sufficiente per garantirsi un’autonomia. Ovviamente si perdono. La foresta intorno a loro sembra stringersi in spire sempre più fitte e soffocanti. Finché non sfociano in una radura che al centro presenta una torre alta e slanciata, testimonianza di un’antica civiltà, forse i Khmer, che con una costruzione così avveniristica intendevano sfidare, o chissà raggiungere, le divinità in cui credevano. Il contatto con quelle antiche mura, dense di storie, musiche e cerimoniali, provoca nei due una metamorfosi…
TAROLOGA: Scusa, posso interromperti?
SCRITTORE: …benché Lui e Lei non abbiano assunto alcolici o sostanze stupefacenti, all’improvviso si ritrovano al centro di una moltitudine di uomini e donne in paramenti sacri che celebrano un antico rito propiziatorio, dove il sesso non era il fine ma il mezzo per raggiungere un’armonia superiore che coinvolgeva la natura, il cosmo intero. È una visione, d’accordo, ma per i due assume i connotati della realtà…
TAROLOGA: Ehi, ma ci sei o no?
SCRITTORE: Come, scusa?
TAROLOGA: Mi sembra che sia tu ad avere una visione mistica.
SCRITTORE: Oddio, non mi ero reso conto.
TAROLOGA: Come agente pubblicitario non mi sembri il massimo.
SCRITTORE: Mi sono lasciato travolgere dalla storia.
TAROLOGA: Devo andare, si è fatto tardi. Ci penserà il nostro pubblico a terminare la storia.
SCRITTORE: Hai ragione. Noi ci rivedremo come sempre la prossima settimana…
TAROLOGA: …motivati e puntuali, come in una chiesa la campana!
SCRITTORE: Ecco, detto così sembra proprio una réclame.



