SCRITTORE: Tarologa delle mie brèim, dimmi: cosa mi consigli, un eroe classico o un tipo da videoghèim?
TAROLOGA: Dovremmo consultare un notaio per capire se questi innesti da lingue straniere rientrano nelle rime consentite.
SCRITTORE: Perché no? “Brame”, letto da un anglosassone, si pronuncia “breim”. Come “videogame”.
TAROLOGA: Vabbè, per stavolta te la lascio passare.
SCRITTORE: In ogni caso alludevo a un concetto di più alto livello. Al libero arbitrio.
TAROLOGA: Dalla rima sinceramente non si capiva.
SCRITTORE: Beh, mettiti nei panni del protagonista di un videogioco. Lui pensa di agire guidato dal suo libero arbitrio, in realtà è un passivo esecutore di decisioni prese da altri.
TAROLOGA: Ci hanno fatto anche qualche film, se non ricordo male.
SCRITTORE: Ecco, mi piacerebbe sapere cosa pensano i Tarocchi al riguardo.
TAROLOGA: (Senza spendersi in ulteriori parole, fa planare le mani sul cumulo delle carte e ne asporta tre).

TAROLOGA: Io sono il Bagatto, sono l’incipit che vibra nell’aria, sono l’innesco!
SCRITTORE: Mi pare che la mania del poeta oggi abbia innescato pure te.
TAROLOGA: Sul mio tavolo ci sono tutti gli strumenti e in me l’arte di unirli! Sono in potenza in grado di fare tutto, ma non faccio promesse e non do certezze!
SCRITTORE: Sono d’accordo che la carta del Bagatto sia molto evocativa.
TAROLOGA: La mia vera magia sta nel sapere di potere e il mio dono nel coraggio di provarci!
SCRITTORE: Però lui ha lo sguardo perso nel vuoto. Il tiraggio andrebbe chiuso, o sbaglio?
TAROLOGA: (Dopo un lieve assenso, punta di nuovo la videocamera sulle carte coperte e ne preleva un’altra che dispone alla sinistra del Bateleur o Bagatto).

TAROLOGA: Anche se vengo da un periodo di aridità creativa e solitudine…
SCRITTORE: Forse ti riferisci al Bateleur che guarda la Giustizia?
TAROLOGA: …ho compreso che i risultati si raggiungono anche insieme agli altri…
SCRITTORE: Certo, i due ragazzini che si abbracciano nella carta del Sole.
TAROLOGA: … e soprattutto fidandosi del loro aiuto.
SCRITTORE: L’Imperatore in fondo a destra ispira proprio affidabilità.
TAROLOGA: Come vedi, siamo di fronte a un vero e proprio processo di formazione.
SCRITTORE: Il che si potrebbe tradurre in un romanzo dello stesso genere.
TAROLOGA: L’insegnamento che ne possiamo trarre è che: anche se siamo tutto in potenza, per crescere abbiamo bisogno di credere negli altri.
SCRITTORE: Credo che mi sia venuta in mente la storia.
TAROLOGA: Ti lascio la parola… anzi la penna.
SCRITTORE: Lui è un giovane scrittore che sfonda nel mercato editoriale sin dal romanzo d’esordio. Fomentato da una madre arida e portata alla solitudine, che ha sempre visto in lui la soluzione alle sue frustrazioni, romanzo dopo romanzo si costruisce una carriera che tutti giudicano brillante. In realtà, la frenesia del successo maschera il suo desiderio di rivalsa nei confronti della figura paterna, che ha perso durante l’infanzia e che la madre non manca mai di mettere in cattiva luce. Finché, un bel giorno…
TAROLOGA: Non mi dirai che si sveglia e scopre di far parte di un videogioco.
SCRITTORE: No, no, che scherzi. Quello del videogioco, o dell’“era tutto un sogno”, è un escamotage che gli scrittori usano quando non hanno il coraggio di condurre una storia fino alle estreme conseguenze.
TAROLOGA: Allora stiamo a sentire.
SCRITTORE: Finché, un bel giorno… o meglio, un cattivo giorno… durante una partita di pallanuoto, di cui è appassionato sin da bambino, subisce un malore ed entra in coma.
TAROLOGA: E ti pareva, mai una gioia.
SCRITTORE: Tranquilla, dopo qualche giorno si risveglia. Però da quel momento scopre che il padre gli parla.
TAROLOGA: In che senso?
SCRITTORE: L’incidente ha provocato l’apertura di un canale che lo mette in connessione con una dimensione temporale alternativa.
TAROLOGA: E il padre cosa gli dice?
SCRITTORE: Gli suggerisce le trame dei romanzi. O meglio, l’ha sempre fatto, fin dal suo esordio letterario, ma lui, il giovane autore, non ne è mai stato consapevole.
TAROLOGA: Oddio, che storia contorta.
SCRITTORE: Hai detto bene, contorta. Come la vera natura del tempo.
TAROLOGA: E come finisce?
SCRITTORE: Non saremo noi a finirlo, ovvio. Basti sapere che grazie alla nuova connessione, il protagonista recupera una figura paterna che fino a quel momento si presentava sotto una forma ostile, per non dire persecutoria.
TAROLOGA: Potrebbe addirittura interrompere la sua carriera di scrittore.
SCRITTORE: Oppure si mettono insieme e fondano una casa editrice. Chi lo sa, tutto può essere. La vita, e con lei la narrativa, ha così tante sfumature.
TAROLOGA: Noi ci rivediamo la settimana prossima.
SCRITTORE: Non si scappa. Moriamo oggi, ma siamo sempre pronti a rinascere. Come i protagonisti di un videogioco.



