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Un romanzo di formazione dove il bisogno della ricerca di sé si fonde con il tentativo a volte maldestro di superare il dubbio di non essere abbastanza credibili o simpatici o amabili.

Il profeta Geremia è condannato ad assistere in sogno con spietata chiarezza alla sciagura incombente e a vedere vanificati i suoi tentativi di mettere in guardia la popolazione, i sommi sacerdoti e il Re dalle tragiche conseguenze della loro entusiastica volontà di guerra.

“Questo romanzo ha visto momenti di creazione forsennata (posso andare avanti per circa dieci ore a scrivere, con poche pause) e periodi di ferma totale”.