Scrivere con i sensi: Afrodita, Isabel Allende

Cibo ed erotismo sono inseparabili per le energie che vi trasferiamo, per l’immaginazione che usiamo per costruirci su il desiderio

Io non credo nei cibi afrodisiaci. Ma neanche un po’. Io credo che la tensione che si crea a tavola tra un uomo e una donna trasformi il cibo in un mezzo erotico, qualsiasi esso sia.

Il sedano, il peperoncino, un bicchiere di vino non sono afrodisiaci, diventano afrodisiaci nei gesti di chi li gode, nei profumi che si mischiano all’odore di un bacio, a una carezza sul viso.

Pensate semplicemente a come si deve succhiare un’ostrica o leccare un gelato, o a come si massaggia un pezzo di carne prima di cucinarlo. I cibi sono afrodisiaci in base a quanto li si rende evocativi. Su questo, per me, non ci piove.

Cibo ed erotismo sono inseparabili per le energie che vi trasferiamo, per l’immaginazione che usiamo per costruirci su il desiderio.

Per concludere, augurandovi di leggere con tutti i sensi, vi riporto un pezzo tratto dal suo libro Afrodite di Isabel Allende.

“Gli uomini che sono passati dalla mia vita li ricordo così, alcuni per la qualità della loro pelle, altri per il sapore dei loro baci, l’odore dei loro indumenti o il tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati ad un alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno. Non posso separare l’erotismo dal cibo, e non vedo nessun buon motivo per farlo (…)”

E voi, siete d’accordo o credete i cibi afrodisiaci esistano a prescindere dalle energie circostanti?

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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