Come trasformo Pitagora in gelato

Il gelato artigianale è una matematica imperfetta.

Il gelato artigianale è una matematica imperfetta.

Pitagora quindi, con buone probabilità, ne avrebbe disdegnato la produzione a favore di una calcolata, perfetta, lineare, scelta industriale.

Per il buon matematico i numeri sono l’essenza di tutte le cose. È seduto davanti a me, stufo del mio appassionato sorbetto algebrico, annoiato, perso su un iPad a sbeffeggiare le digressioni filosofiche ed emotive che tentiamo di estrapolare ingurgitando cibo. Analisi sensoriale, degustazione, aromi, ricordi, sentori.

– O mi date un’analisi matematica di quanto dite, del buono, del cattivo, di tutto questo parlare di gusto, oppure ogni parola avrà il peso di una piuma senza valore alcuno! Lo sento gridare.

– Ma allora, – chiedo – anche un prodotto industriale, pur se matematicamente bilanciato e svuotato dell’anima appassionata del gelatiere, potrebbe essere oggetto delle critiche del vostro genio matematico, qualora si muovessero critiche gastronomiche su di esso.

– Certo, non è mica il prodotto il problema, ma l’uomo! – Sussurra.

E ha ragione. I numeri dell’industria mancano di quell’imperfezione che il gelatiere artigiano chiama passione o creatività, eppure non sono più esplicativi del gelato artigianale. I numeri di cui Pitagora andrebbe all’avventura sarebbero ancor più esaustivi, la matematica del gusto uniformata per ogni palato. Una formula riassuntiva di ciò che è matematicamente buono o cattivo.

Pitagora si alza dalla panchina e si allontana, sa bene una formula del gusto sia un paradosso. È questo il bello del cibo, l’inesistenza di un giudizio definitivo e vero a tutti gli effetti. Anche se nel dubbio, io continuo a lavorare sul mio sorbetto algebrico.

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Andrea Fassi

Scrittore e co-fondatore della Scuola di scrittura Genius, nata nel 2019 insieme a Paolo Restuccia, Lucia Pappalardo, Luigi Annibaldi e altri professionisti dell'editoria. All'interno dell'accademia è docente di scrittura sensoriale e cura per il magazine "Dentro la lampada" la selezione dei migliori concorsi letterari nazionali. La sua produzione narrativa esplora le dinamiche del genere horror e weird. Ha pubblicato il romanzo "Papille" (Coda di Volpe, 2025) e diversi racconti, tra cui "Lamia" e "Il Netturbino" sul portale Scheletri.it e "Carne" sulla rivista letteraria La Nuova Carne. Ha ricevuto il premio al concorso "Bukowski" per il racconto "La macchina del giovane Saleri", mentre il lavoro "Quando smette di piovere" è stato selezionato tra i migliori racconti al concorso "Michelangelo Buonarroti". In ambito giornalistico ha gestito la rubrica "Esquisito" per la testata "Il cielo sopra l'Esquilino" e ha collaborato con "La Cucina Italiana”. Ogni due settimane cura SottoZero, una newsletter su Substack che trasforma il ricordo in narrazione breve. Pronipote del fondatore del Palazzo del Freddo, Andrea rappresenta la quinta generazione della famiglia Fassi. Ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, con la responsabilità della sede storica di Roma e della produzione per i locali in franchising all'estero. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito il Master del Sole 24 Ore in Food and Beverage Management dopo aver maturato esperienze professionali nella ristorazione internazionale in diversi paesi del mondo.

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