Evitate in ogni modo la prosa burocratica, una delle peggiori insidie dello scrivere. O meglio, usatela soltanto in modo ironico o per necessità di verosimiglianza realistica. Evitate di scrivere come il brigadiere: “essendosi recato e non essendo a conoscenza…”, “essendo venuto a conoscenza dell’avvenuta effrazione…”, o come l’impiegato ministeriale: “stante le delimitazione cronologica dell’incarico…”. Non fatevi contagiare dal burocratese che pervade molti ambiti della vita civile. Date un’occhiata al prezioso manuale di Massimo Birattari È più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza (Ponte Alle Grazie edizioni), un illuminante vademecum per “scrivere bene”, o forse meglio per “non scrivere male”.

Dentro la lampada
“Elogio della vita ordinaria” di Filippo La Porta (il Saggiatore)
Questo saggio intende spezzare una lancia a favore della normalità proprio oggi, in cui il modello dominante è quello dell’esibizione di sé, del successo mediatico, della visibilità a tutti i costi, significa andare controcorrente.


