Evitate in ogni modo la prosa burocratica, una delle peggiori insidie dello scrivere. O meglio, usatela soltanto in modo ironico o per necessità di verosimiglianza realistica. Evitate di scrivere come il brigadiere: “essendosi recato e non essendo a conoscenza…”, “essendo venuto a conoscenza dell’avvenuta effrazione…”, o come l’impiegato ministeriale: “stante le delimitazione cronologica dell’incarico…”. Non fatevi contagiare dal burocratese che pervade molti ambiti della vita civile. Date un’occhiata al prezioso manuale di Massimo Birattari È più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza (Ponte Alle Grazie edizioni), un illuminante vademecum per “scrivere bene”, o forse meglio per “non scrivere male”.

Dentro la lampada
“Entra il fantasma” di Isabella Hammad – traduzione di Maurizia Balmelli (Marsilio)
La messa in scena dell’Amleto ad Haifa diventa un modo per parlare di una terra martoriata e chiedersi se l’arte può rendere ancora vivi e vitali pure nelle situazioni estreme.


