Chi scrive storie spesso lavora sulle proprie ossessioni. Se per esempio avete l’ossessione che vostra moglie vi tradisca, raccontate di un tradimento. Se la vostra ossessione è il sesso, raccontate quello, senza false reticenze, senza pruderie. Se la vostra ossessione/idiosincrasia è il denaro o il successo o il potere, metteteli in scena, con sincerità, con onestà. Se una cosa vi fa orrore e allo stesso tempo vi attrae subdolamente guardatela da vicino per raccontarla. Si può al limite anche guarire da una certa ossessione, dopo averla esorcizzata/sublimata nella scrittura di un romanzo. È noto come la scrittura possa avere anche uno scopo terapeutico.

Dentro la lampada
Parliamo del romanzo “La giostra dei pellicani – Il buio dall’ira” con Ernesto Berretti
“Chi scrive deve sapere che la propria visione sarà a disposizione di tutti, e che non avrà possibilità di correggere il tiro o di giocare sull’equivoco. Chi scrive ha una responsabilità enorme, scriva fiabe, humor o thriller: quella di innescare una riflessione”.


