Chi scrive storie spesso lavora sulle proprie ossessioni. Se per esempio avete l’ossessione che vostra moglie vi tradisca, raccontate di un tradimento. Se la vostra ossessione è il sesso, raccontate quello, senza false reticenze, senza pruderie. Se la vostra ossessione/idiosincrasia è il denaro o il successo o il potere, metteteli in scena, con sincerità, con onestà. Se una cosa vi fa orrore e allo stesso tempo vi attrae subdolamente guardatela da vicino per raccontarla. Si può al limite anche guarire da una certa ossessione, dopo averla esorcizzata/sublimata nella scrittura di un romanzo. È noto come la scrittura possa avere anche uno scopo terapeutico.

Dentro la lampada
Parliamo del romanzo “Il privilegio del diavolo” con Massimo Mazzoni
“In un giallo il lettore cerca di scoprire una verità, di ricostruire un fatto misterioso, di indovinare l’assassino, insomma vuole sentirsi investigatore ed è giusto così. Io ho voluto raccontare quello che non fa notizia: le attese, gli errori, gli scontri, le paure, le rabbie”.


