Un momento delicatissimo nella realizzazione di un libro è quello dell’editing. Non sottovalutare mai questo momento. Quelli che sanno fare davvero bene questo lavoro non sono molti, sceglieteli con cura. Il bravo editor tende a non sovrapporsi mai all’autore; ad assecondarne, entro certi limiti, le scelte di scrittura. Cerca di non essere troppo “intrusivo” nei suoi interventi. A me ne sono capitati quasi sempre di ottimi. L’editor è di solito uno scrittore a sua volta, o un critico, o un redattore editoriale con una sensibilità letteraria e molte letture sulle spalle. Non sempre l’autore (soprattutto fra gli esordienti) è contento che si faccia un /editing/ sul suo libro; teme che il proprio testo sia meno “suo” se ha subito un editing. Gli autori sono però gli ultimi a poter giudicare il proprio lavoro per quanto ne sono imbevuti e saturi, posso dirlo per esperienza. Un occhio esterno è quindi indispensabile.

Dentro la lampada
“Il libro di Mobius” di Catherine Lacey – Traduzione di Teresa Ciuffoletti (Sur)
Questo romanzo racconta due storie apparentemente diverse ma che sono saldate insieme come dita, la scrittrice narra del suo percorso di ritrovare la propria pelle, dismettere quella vecchia e accettare le proprie contraddizioni.


