La Tarologa e lo Scrittore: SII LA BUSSOLA DI TE STESSO!

Le carte della settimana sono: Sole rovesciato con soluzione in Diavolo, Giustizia e Stella.

SCRITTORE: Tarologa delle mie brame: dimmi, da cosa è mosso il mondo, dai massimi sistemi o dalle storie losche di coppie bigàme?
TAROLOGA: Quest’uso improprio dell’accento…
SCRITTORE: Abbi pietà, non so più dove appigliarmi per trovare una rima.
TAROLOGA: Vabbè, te lo perdono perché il tema che hai evocato mi solletica non poco.
SCRITTORE: Questa settimana hanno ritirato fuori il caso di Meredith Kercher, te lo ricordi?
TAROLOGA: Come no, accadde proprio in questi giorni, una ventina d’anni fa: la ragazza americana che si era trasferita in Italia per il progetto Erasmus e che venne uccisa in circostanze misteriose. Me lo ricordo bene il processo a carico di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, i due amici di Meredith che furono
condannati in primo grado.
SCRITTORE: Esattamente. Alla fine, Raffaele e Amanda sono stati scagionati e in gattabuia c’è finito Rudy Guede, un ragazzo ivoriano un po’ scapestrato che è risultato l’unico colpevole.
TAROLOGA: Ho come l’impressione che non sei d’accordo sulla sentenza finale.
SCRITTORE: Considerate le interferenze degli Stati Uniti non mi stupirebbe se avessero rimescolato le carte. Quando in gioco entrano i poteri grossi, a rimetterci sono sempre i poveri cristi. Poi se hanno la pelle scura, ancora meglio.
TAROLOGA: Vuoi che i Tarocchi rivelino com’è andata sul serio la vicenda?
SCRITTORE: In realtà, la mia era una riflessione di carattere generale: ho paura che dietro le malefatte più orripilanti non ci siano mai i teoremi della geopolitica o gli archetipi dell’inconscio collettivo, ma le esigenze basilari dell’umanità: mangiare, dormire e…
TAROLOGA: Ho capito che intendi.
SCRITTORE: Pensi che le carte ci possano aiutare a dirimere la questione?
TAROLOGA: (Dopo aver accettato la sfida, dà inizio alla cerimonia di estrazione disponendo tre carte di fronte alla videocamera).

SCRITTORE: Non mi sembri convinta, che succede?
TAROLOGA: Sono un po’ scombussolata.
SCRITTORE: Le carte sono brutte?

TAROLOGA: Mi chiedo come mai dopo tanto tempo questa settimana i Tarocchi abbiano deciso di uscire in versione “rovesciata”.
SCRITTORE: È vero, quel Sole all’inizio che è uscito al contrario. Una strana casualità.
TAROLOGA: Se c’è qualcosa che ho imparato con i Tarocchi è che il caso non esiste.
SCRITTORE: Potremmo chiudere lo schema per capire qual è il messaggio.
TAROLOGA: (Pesca un’ulteriore carta dal cumulo e la sovrappone alla carta rovesciata).

TAROLOGA: Sole rovesciato con in soluzione le Diable…
SCRITTORE: La cosa ti turba?
TAROLOGA: Apprezzo l’uso raffinato dei simboli. Qui abbiamo due carte contigue con simboli ripetuti in entrambe: la corda e i due personaggi.
SCRITTORE: Nel Sole sono liberi, mentre nel Diavolo la corda li lega entrambi.
TAROLOGA: Indica un legame di dipendenza. E forse anche di codipendenza.
SCRITTORE: Fa pensare ai delitti di cui si parlava.
TAROLOGA: Il Sole rovesciato racconta di un passato di mancanza di chiarezza e di fiducia in cui la connessione autentica con gli altri si è incrinata. Ciò ha portato a dinamiche più confuse sotto il profilo della comunicazione e dei rispettivi ruoli, trasformando una situazione potenzialmente “solare” in una dinamica di manipolazione e mancanza di chiarezza.
SCRITTORE: Dalla luce all’ombra.
TAROLOGA: La giusta progressione avrebbe dovuto essere Diavolo rovesciato sotto e Sole sopra.
SCRITTORE: Per liberarci dai vincoli.
TAROLOGA: Evidentemente non è andata così e ora ci troviamo a fare i conti con noi stessi, con il nostro
equilibrio e il nostro senso di giustizia.
SCRITTORE: Possiamo seppellire la giustizia sotto tutta la terra che vogliamo, ma prima o poi rispunta fuori.

TAROLOGA: È il momento in cui la verità interiore diventa bussola: potremmo essere chiamati a fare scelte che siano coerenti al nostro sentire, riconoscendo quanti limiti abbiamo permesso agli altri di superare ingiustamente.
SCRITTORE: Al futuro c’è la Stella che ha lo sguardo rivolto proprio alla Giustizia.
TAROLOGA: L’Arcano XVII vuole indicarci che la strada per trovare il proprio posto nel mondo passa attraverso il giusto valore che noi stessi ci riconosciamo, senza cadere nel tranello dell’accettazione altrui che a lungo andare può risultare utile più agli altri che non a noi.
SCRITTORE: Oltre alla strada, la Stella mi ha indicato anche una storia.
TAROLOGA: Ti passo il testimone.
SCRITTORE: La protagonista si chiama Edith, è una donna sui quaranta che vive nel New England, in America. A conti fatti la classica esponente della mid-class a stelle e strisce: un lavoro stabile, una famiglia che la mette al riparo da dispendiose scappatelle, una villetta con giardino in una cittadina tranquilla né vicina né lontana dal mare.
TAROLOGA: Finché, un bel giorno…
SCRITTORE: Vedo che hai capito come funziona. Finché un bel giorno la sua esistenza a linea retta viene perturbata da strane intrusioni: telefonate che arrivavo a orari impropri, lettere anonime che si ritrova nella cassetta della posta, oggetti che spariscono dentro casa. All’inizio Edith attribuisce questi eventi alla sua immaginazione o a una crisi di mezza età, ma al reiterarsi degli attentati capisce che qualcuno sta cercando di riportare a galla un pezzo di passato che lei ha fatto di tutto per seppellire sotto la coltre del tempo.
TAROLOGA: In questa trama ravvedo qualcosa di familiare.
SCRITTORE: Inizia un lungo flashback che risale a vent’anni prima. Edith è studentessa universitaria e si trasferisce in Italia grazie al progetto Erasmus. L’esperienza le permette di stringere nuove amicizie, alcune raccomandabili altre meno. Durante un festino a base di alcol e droga, a casa sua, la situazione degenera in un pericoloso gioco erotico che si rivela mortale per Ariadna, una ragazza della combriccola, anche lei di origine americana.
TAROLOGA: È tutta farina del tuo sacco, giusto?
SCRITTORE: I ragazzi cercano di insabbiare l’accaduto facendolo passare per un incidente ma vengono smascherati. Ne nasce un processo, Edith viene prima incriminata e poi, grazie alla mediazione delle autorità statunitensi, dichiarata innocente. Tutte le accuse si concentrano su Ydris, il ragazzo extracomunitario che forniva la droga al gruppetto.

TAROLOGA: Ho capito: dopo vent’anni Ydris è uscito dal carcere e per vendicarsi ha deciso di trasformare la vita di Edith in un incubo.
SCRITTORE: In realtà no, perché Edith si è informata e ha scoperto che Ydris è morto suicida in cella, mentre scontava la pena.

TAROLOGA: Un horror, sì, è un romanzo di genere horror: lo spirito di Ydris che risuscita dall’inferno e si scatena su Edith.
SCRITTORE: Mi sa che a decidere il genere di appartenenza di questa storia saranno i nostri lettori.
TAROLOGA: Il solito coitus interruptus.
SCRITTORE: Mi permetto solo di auspicare una soluzione che non sia troppo arzigogolata. Come dicevo prima, ciò che muove le azioni degli uomini sono spesso i bisogni primari: mangiare, dormire e soprattutto…
TAROLOGA: Dormire, sì. Perché non augurare alla povera Edith di svegliarsi e scoprire che si è trattato solo di un brutto sogno?

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Mario Abbati

Mario Abbati è nato a Roma nel 1966, laureato in Ingegneria Elettronica e in Filosofia. Come scrittore ha pubblicato saggi, romanzi e raccolte di racconti. Studioso dei Tarocchi, da anni si interessa delle applicazioni di questo strumento alla narrativa. È docente di scrittura creativa presso la scuola di scrittura Genius.

Antonella Busino

Antonella Busino è nata a Caserta nel 1962. Dopo un percorso di studi classici, si è laureata in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Studia discipline esoteriche, tra cui i Tarocchi di Marsiglia e l'Astrologia Antica, e ha frequentato il ciclo di formazione presso l'Accademia dei Tarocchi. È anche Counselor radioestesico, formato presso la Società italiana di Radionica e Radioestesia, e operatore della tecnica della Consultazione dell'Angelo secondo il metodo di Igor Sibaldi Insieme a Mario Abbati ha pubblicato il manuale "Inventare storie con I Tarocchi “ (2022, Panda Edizioni): un metodo didattico in cui i Tarocchi di Marsiglia sono impiegati come strumento di sviluppo dell'attività creativa.

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