Se non siete ancora capaci di mettere in scena una situazione normale e quotidiana (una cena, un incontro al bar o al supermercato fra due amici, una lite coniugale, ecc.), evitate di lanciarvi in narrazioni complesse, stratificate, piene di punti di vista, di personaggi, metaletterarie (romanzo nel romanzo) ecc. I personaggi traeteli perlopiù dalla vostra esperienza, dalle persone che conoscete, saranno certamente più credibili che se li inventate di sana pianta. Non vi sto dicendo di non inventare, ma fatelo con moderazione, per gradi, soprattutto all’inizio, e soprattutto non dimenticate la verosimiglianza, la coerenza psicologica; se un personaggio è stronzo e cinico per metà racconto, non fatelo diventare improvvisamente virtuoso e buono senza ragione, senza una opportuna preparazione al cambiamento (morale, emotivo…). Alla prossima.

Dentro la lampada
“La stagione dell’acquario” di Anne Cathrine Bomann – traduzione di Eva Valvo (Iperborea)
Può un animale, un polpo, costituire una sorta di ancora di salvezza per una ragazza che riesce con difficoltà a connettersi con gli altri? In questo romanzo, alla giovane Vigga, accade proprio così.


