Se vi capita di ragionare da soli o con chi vi sta attorno di cinema o di libri per un certo numero di ore al giorno, se tendete a incazzarvi oltremisura quando vedete un brutto film al cinema o in tivù o quando leggete un romanzo fasullo e non la finite più di parlarne, e di scriverne magari, e la prendete quasi come un fatto personale, come qualcuno vi ha anche detto. Allora, avete buoni motivi per cominciare a scrivere seriamente, con possibili esiti di critico. E magari di critico rompicoglioni, che è la categoria ideale per un critico. A parte gli scherzi, se la letteratura, il cinema, l’arte in genere, vi occupano il cervello e il cuore, dedicatevi seriamente alla scrittura, non siate sordi alla chiamata, per così dire, al segnale, scrivete, e disciplinate il vostro talento, iscrivetevi a un corso di scrittura, se cercate degli interlocutori.

Dentro la lampada
“La stagione dell’acquario” di Anne Cathrine Bomann – traduzione di Eva Valvo (Iperborea)
Può un animale, un polpo, costituire una sorta di ancora di salvezza per una ragazza che riesce con difficoltà a connettersi con gli altri? In questo romanzo, alla giovane Vigga, accade proprio così.


