Evitate di scrivere racconti pieni di sbronze, droga o sesso estremo se queste cose non le avete mai frequentate. Qualcosa si può inventare, ci mancherebbe, ma ci vuole vera identificazione. Evitate di “recitare” nei vostri libri il disagio esistenziale o qualche insanabile ferita religiosa se tutto sommato in questo mondo state piuttosto bene. Fate a meno di scrivere di investigatori beoni, donnaioli e fichissimi se il massimo che avete bevuto è una Ceres in rosticceria e vi uccidete di seghe. Scherzo! Ma insomma, siate autentici, perché il lettore non è un coglione e non lo truffate su cose come queste L’inautenticità è la cosa peggiore che puoi trovare in un libro.

Dentro la lampada
“La stagione dell’acquario” di Anne Cathrine Bomann – traduzione di Eva Valvo (Iperborea)
Può un animale, un polpo, costituire una sorta di ancora di salvezza per una ragazza che riesce con difficoltà a connettersi con gli altri? In questo romanzo, alla giovane Vigga, accade proprio così.


