Evitate di complicare inutilmente la lingua. Come in questo caso, di cui eviterò di rivelarvi l’autore: “era sempre più travolto dalla rottura delle sue dighe interiori” – che nel contesto poteva essere tranquillamente sostituito con “Non aveva più nulla da dire”. Evitate le espressioni a effetto che inseguono la precisione scientifica, ma invece approdano a frasi improbabili e pretenziose: “sguardi perimetrali”, “contratture di sentimenti”, “pensieri curvi”. Evitate, normalmente, di essere ampollosi e retorici ed esoterici. Evitate l’enfasi e la prosa esclamativa. Siate semplici, diretti, naturali. Parlate come mangiate, per dir così. Non disprezzate il buon senso, rispettate i vostri lettori. Se quello che scrivete non si capisce, non è colpa del lettore ignorante, ma è colpa vostra che non siete stati chiari quasi sempre.
Vale anche per la critica.

Dentro la lampada
“Il libro di Mobius” di Catherine Lacey – Traduzione di Teresa Ciuffoletti (Sur)
Questo romanzo racconta due storie apparentemente diverse ma che sono saldate insieme come dita, la scrittrice narra del suo percorso di ritrovare la propria pelle, dismettere quella vecchia e accettare le proprie contraddizioni.


