Evitate di complicare inutilmente la lingua. Come in questo caso, di cui eviterò di rivelarvi l’autore: “era sempre più travolto dalla rottura delle sue dighe interiori” – che nel contesto poteva essere tranquillamente sostituito con “Non aveva più nulla da dire”. Evitate le espressioni a effetto che inseguono la precisione scientifica, ma invece approdano a frasi improbabili e pretenziose: “sguardi perimetrali”, “contratture di sentimenti”, “pensieri curvi”. Evitate, normalmente, di essere ampollosi e retorici ed esoterici. Evitate l’enfasi e la prosa esclamativa. Siate semplici, diretti, naturali. Parlate come mangiate, per dir così. Non disprezzate il buon senso, rispettate i vostri lettori. Se quello che scrivete non si capisce, non è colpa del lettore ignorante, ma è colpa vostra che non siete stati chiari quasi sempre.
Vale anche per la critica.

Dentro la lampada
Parliamo del romanzo “Il privilegio del diavolo” con Massimo Mazzoni
“In un giallo il lettore cerca di scoprire una verità, di ricostruire un fatto misterioso, di indovinare l’assassino, insomma vuole sentirsi investigatore ed è giusto così. Io ho voluto raccontare quello che non fa notizia: le attese, gli errori, gli scontri, le paure, le rabbie”.


